Paola Fucilieri
Ci sarà sicuramente qualcuno che comincerà già a chiamarla «la maledizione della via Procaccini». Solo sei giorni fa, il pomeriggio di domenica 3 dicembre, era toccata infatti a una 33enne di Cadorago (Como), Elena Taborelli, investita e uccisa mentre stava attraversando la strada a un incrocio semaforico sulle strisce pedonali, allangolo tra via Procaccini e via Pier della Francesca, dallautista di un autobus della linea 57 che, peraltro, era al telefonino. Ieri, poco dopo le 19, esattamente cinque giorni dopo, è stata la volta di un motociclista, un ragazzo di 25 anni, Filippo Tanzi, di Cusano Milanino, travolto e ammazzato sul colpo da una vettura qualche decina di metri più avanti, allincrocio tra la via Procaccini e la via Tartaglia. Nello scontro la moto è volata via: in un primo tempo, infatti, i vigili urbani accorsi sul posto hanno creduto si trattasse di un pedone e solo in seguito hanno notato il mezzo al suolo, poco lontano dal luogo dello scontro.
Secondo la prima ricostruzione della polizia municipale linvestitore - un uomo di 77 anni, Carletto M. - sarebbe il responsabile del fatto: lanziano usciva dalla via Tartaglia per immettersi sulla via Procaccini a bordo della sua Ford Fusion e, probabilmente, non ha visto il povero motociclista che aveva la precedenza e guidava da corso Sempione in direzione cimitero Monumentale.
Martedì, dopo che in mattinata un uomo di 58 anni, in bicicletta, era stato investito da un autocarro in piazzale Oberdan (Porta Venezia) il consigliere comunale dei Verdi, Maurizio Baruffi in un comunicato, aveva lanciato lallarme sulla sicurezza stradale di ciclisti e pedoni in particolare visto che che già in agosto in piazzale Baracca e a fine ottobre a Quarto Oggiaro dei ciclisti erano rimasti uccisi, sempre da camion. E un altro episodio si era verificato in settembre.
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