Bruxismo, cause, sintomi e possibili trattamenti

Il disturbo che letteralmente significa "digrignamento dei denti", colpisce il 5-20% della popolazione

Bruxismo, cause, sintomi e possibili trattamenti

Ne soffre il 5-20% della popolazione, senza distinzione di razza o d'età. Il bruxismo, che deriva da una parola greca significante letteralmente "digrignamento dei denti", è causato dalla contrazione dei muscoli implicati nella masticazione. Esso consiste in uno sfregamento associato ad un serramento, involontario e violento, dei denti delle due arcate (inferiore e superiore). Talvolta questo disturbo può essere rumoroso non tanto per chi lo esegue, ma per chi gli sta vicino. Ci sono due tipi di bruxismo, uno primario e uno secondario. Nel primo caso si manifesta in soggetti sani. Nel secondo, invece, deriva da sostanze chimiche o farmaceutiche che lo favoriscono, ad esempio farmaci anti-psicotici e antidepressivi. Pur rappresentando una condizione inconsueta, questo fenomeno sembra essere conseguenza di un atto fisiologico che si traduce nella deglutizione spontanea. Essa consiste in un automatismo che avviene ogni quattro minuti sia durante il sonno, sia durante la veglia, senza che il soggetto ne sia consapevole. La deglutizione spontanea si può realizzare correttamente solo se la mandibola è ben centrata e i denti sono posti a contatto secondo le modalità fisiologiche. Di conseguenza, se per dormire si assume una posizione scorretta, i muscoli che favoriscono la deglutizione spontanea sono sottoposti ad uno sforzo consistente.

Altri fattori che predispongono al bruxismo sono: malformazioni della mandibola, mal occlusioni a livello dei denti, stress associato ad aggressività e alterazioni dello stato psico-patologico in genere. Sebbene il soggetto che ne sia affetto non si renda conto del digrignamento dei denti, al risveglio potrebbe lamentare un dolore fastidioso a livello mandibolare. Se non rumoroso, il fenomeno passa del tutto inosservato. Solo il dentista noterà una progressiva usura dei denti che appare come una limatura vicino lo smalto. Nei casi più gravi l'individuo può altresì subire un danneggiamento dell'osso alveolare ed un possibile "scollamento" delle gengive.

In alcuni soggetti, inoltre, la raschiatura tra i denti avviene così intensamente da evidenziare la dentina. Al momento non esistono trattamenti mirati per risolvere il problema. Si consiglia, tuttavia, l'utilizzo dei bite allo scopo di proteggere i denti dall'erosione continua.

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