Paolo Brosio operato in ospedale: "Così ho espiato un po' di peccati"

L'operazione subita a una gamba. Poi il video ai fan: "La Madonna di Fatima mi ha sostenuto insieme a Padre Pio"

Paolo Brosio operato in ospedale: "Così ho espiato un po' di peccati"

"Cari amici, oggi per me è stata una prova difficile nel giorno dell’anniversario della Madonna di Fatima, che mi ha sostenuto insieme a Padre Pio". Paolo Brosio parla ai fan con un video. Lo ha registrato dal letto di ospedale subito dopo essere stato operato a una gamba e lo ha postato su Facebook (guarda il video). "Questa mattina - ha commentato - ho espiato un po’ dei peccati e colpe della mia vita".

Nel video Brosio ha raccontato per filo e per segno l'operazione. "Sono molto stanco e un po’ provato dall’intervento chirurgico alla gamba destra, dove mi hanno sostituito l’acetabolo, la testa del femore e l’ultima parte del femore prima della testa - racconta - èstato fatto un impianto di titanio e ceramica, ma date le condizioni estremamente critiche dell’acetabolo e della testa del femore, l’intervento che oggi, grazie ai progressi della scienza medica, si fa in maniera ordinaria e senza grandi difficoltà, stavolta è durato un po’ di più a causa delle condizioni precarie delle mie ossa per il tanto sport che ho praticato sin da ragazzo, specialmente per il calcio e il tennis da me molto amati insieme alla bicicletta da corsa e alla maratona". L'operazione lo ha spinto a fare una piccola riflessione: "Lo sport è bello ma quando è agonistico, poi si finisce per pagare pegno! Così stamani ho espiato un po’ dei peccati e colpe della mia vita!".

Ai fan non risparmia un solo particolare. "Ho sentito tutto: martellate, seghe elettriche che partivano a cento allora, odore di ossa bruciate, sangue che veniva riciclato con un macchina speciale - rivela - per usare una metafora delle trasmissioni che ho fatto a Linea Verde con lo chef Vissani, mi sono sentito e mi sento tuttora come uno di quei polli e di quei conigli che vengono disossati e poi legati con lo spago ed infilati con la salvia e le bacche, pronti per la grigliata finale". Adesso spera che dopo essere stato disossato, la "grigliata finale" sia rimandata "fra qualche decennio". Quindi ha confermato in Cristo: "Potete immaginare quanto ho pregato a fior di labbra, tutte le Ave Maria me le sono sparate una dietro l’altra e quando sentivo dei colpi o rumori della sega elettrica pregavo anche il Padre Nostro - ha raccontato - eh sì, è proprio vero che quando siamo nel pericolo, nel dolore, nella difficoltà, allora si prega con il cuore più aperto e con tanta intensità.

E tutto questo ci fa capire che le tribolazioni della vita sono non una sciagura ma una benedizione del Cielo - ha concluso perché così diventiamo più buoni, più miti più umili e le nostre preghiere arrivano direttamente al Cuore Immacolato di Maria e al Sacro Cuore di Gesù".

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