Torino e Prandelli: tutti con Balotelli

Italia e Balo all'esordio nello Juventus stadium per portare gli azzurri al mondiale. Il ct: "È benvoluto"

Torino e Prandelli: tutti con Balotelli

Torino - L'esordio dell'Italia allo Juventus Stadium. E, in caso di vittoria, la matematica qualificazione ai Mondiali del Brasile. L'Italia di Prandelli non può e non deve sbagliare pur se la Repubblica Ceca, avversario di stasera, ha ancora la chance di acchiappare i playoff nonostante il suicidio casalingo di pochi giorni fa contro l'Armenia. L'atmosfera è quella giusta e il ct se la gode tutta: «Non dobbiamo sbagliare nulla dal punto di vista nervoso. Vogliamo chiudere la pratica, ma non sarà semplice: la Repubblica Ceca è fra le migliori d'Europa a centrocampo e contro l'Armenia è stata in campo divinamente per oltre mezzora, prendendo poi gol in contropiede. Contro di noi si giocano l'ultima possibilità».

Occhi aperti, quindi. Con la massima serenità, però. E senza badare al fatto che mai prima di oggi l'Italia è approdata a una fase finale dei Mondiali con due giornate di anticipo: «Siamo concentrati solo sulla qualificazione, non badiamo ai record. Siamo stati protagonisti in un girone difficile ed equilibrato vista la grande crescita delle squadre dell'est. In alcune partite ci siamo salvati anche grazie alle parate di Buffon, che certamente rappresenta per noi un valore aggiunto: abbiamo però sempre cercato il risultato anche su campi difficili e nessuno ci ha regalato nulla». Anche per questo, tagliare il traguardo oggi avrebbe un sapore speciale nella serata in cui SuperGigi - che all'andata blindò lo 0-0 parando un rigore - raggiungerà Cannavaro come primatista assoluto in azzurro. In uno stadio che lo rende ancor più invulnerabile e che invece non porta per nulla bene al suo omologo Cech: l'anno scorso il numero uno ceco ne prese tre con la maglia del Chelsea, quando la Juve si scoprì grande anche in Europa. Magari è già quello un segnale, magari no: «Ci toccherà soffrire - spiega Prandelli - ma sappiamo di poterlo e saperlo fare. Anche quella è una qualità importante che abbiamo allenato e che adesso ci teniamo stretta».
E' insomma un'Italia che vuole arrivare alla meta con un sorriso largo così, pur consapevole delle difficoltà che incontrerà in serata. A trascinarla si vorrebbe che fosse tra gli altri anche (soprattutto?) Balotelli, sempre acclamato fuori dall'albergo che ospita gli azzurri e che è stato per anni la sede del ritiro della Juventus: «Non mi stupisce l'affetto che c'è per Mario - ha chiosato Prandelli - ma non dico né se gioca lui e nemmeno Osvaldo». Probabile Gilardino in partenza.

Teso ma tranquillo, ecco il ct. Che smorza l'ennesimo caso legato all'attuale attaccante rossonero, non presentatosi domenica all'incontro con il ministro Kyenge: «Loro due si erano già incontrati di recente. Avevamo programmato di portare altri giocatori e non capisco dove stia il caso». Più o meno le stesse parole usate - a Coverciano, a margine del convegno 'Dopo il triplo fischio' - dal presidente federale Abete, il quale però in mattinata aveva spiegato che «il ministro avrebbe gradito vederlo». SuperMario viene insomma per l'ennesima volta tutelato: sta a lui adesso farsi benvolere sia dentro che fuori dal campo.
Prandelli invece piazza un sorriso e se ne va.

Nella Torino che è stata sua anche da giocatore e che stasera («nello stadio più bello d'Italia e forse d'Europa») si colorerà d'azzurro. De Rossi centrale di difesa è più di una possibilità: «Nel caso, sarà un centrocampista aggiunto, più che un marcatore». Brasile, arriviamo.

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