Ferrari e Mercedes, una stagione sul filo

In chiave tecnica, bisogna subito rilevare che tra le due forze di vertice, Mercedes e Ferrari, la risposta di Maranello nel conclusivo Gp di Abu Dhabi è stata migliore di quanto ci si poteva aspettare alla luce dell'indice della prestazionalità, ovvero il distacco percentuale dal miglior tempo sul giro secco della pole, che è stato dello 0,35% dalla Stella a tre punte. Infatti, la difensiva di Vettel su Hamilton in gara è stata lusinghiera e lascia ben sperare per i prossimi sviluppi, già proiettati verso la stagione 2019.

Così, viene spontaneo il desiderio di fare immediatamente un bilancio dell'intero campionato mondiale 2018, che è stato molto brillante, come si può esaminare nell'unito diagramma, basato proprio sul citato indice dei valori percentuali. Soprattutto per mettere in evidenza che il Cavallino aveva iniziato la dura battaglia con una netta superiorità, nell'area dello 0,60%, che è da considerarsi pregevole. Nella trilogia Francia-Austria-Inghilterra, l'immediata reazione della British Mercedes ha avuto il sopravvento, ma la Ferrari, nel quadrangolare Germania-Ungheria-Belgio-Italia, era tornata al comando, con quasi lo 0,40% di margine massimo. Poi, la grande offensiva in occasione del Gp di Singapore, grazie alla petrolchimica selvaggia, con un cospicuo incremento di potenza, che ha sospinto Maranello nell'area dello 0,60%. Ed è qui che la risposta italiana ha portato quasi a un congiungimento, a partire dal vittorioso Gp degli Usa, per restare poi più contenuto, fino ad Abu Dhabi.

Ciò che apre alla seconda osservazione tecnica importante: le offensive della Mercedes sono rapide, perché è come aprire il rubinetto dei prodotti petronati, con trasgressioni che la Fia-Tv non dovrebbe più tollerare, per un pieno ritorno all'equità nella competizione.

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