Inter e Sneijder verso la rottura Moratti: "Decida lui"

L'olandese rifiuta il prolungamento a 4 milioni l'anno. E vuole una buonuscita per andare subito al Fenerbahce

Inter e Sneijder verso la rottura Moratti: "Decida lui"

«Quando ho firmato il contratto con l'Inter ero orgoglioso con tutto il mio cuore». Era giugno 2010, oggi fra Wes e il club di Massimo Moratti è chiusura molto prossima alla rottura completa, con l'entourage del giocatore che ha messo sul tavolo diverse richieste da altri club. Contro le rotture ci sono in giro ottimi sigillanti ma non è chiaro se l'Inter abbia intenzione di utilizzarli.

La giornata del faccia a faccia inizia alle undici nell'ufficio dell'Ad dell'Inter Rinaldo Ghelfi alla presenza del dt Marco Branca che ha già incontrato Massimo Moratti. Con Wesley Sneijder il suo procuratore danese Soren Lerby con moglie. L'incontro porta via quasi due ore, all'uscita Wes è tirato, volto teso: «Non ho voglia di parlare, qui io sono sempre stato bene». E s'infila in automobile. Pochi minuti dopo il suo entourage diffonde un comunicato in cui Sneijder dichiara i suoi intenti: «In queste condizioni ho pochi motivi per firmare». Parla del prolungamento di due anni del contratto, da giugno 2015, data della scadenza dell'attuale a sei netti a stagione, al 2017. L'Inter gli ha proposto un prolungamento a quattro a stagione partendo dalla prossima, bonus esclusi. Sneijder non firma perché non gioca. L'Inter ritiene che finché Wes non sottoscrive il prolungamento non è tranquillo psicologicamente, quindi non gioca.

Sono le 14,30 quando Massimo Moratti entra negli uffici Saras. Precisa subito che non si sente affatto offeso dalle dichiarazioni di Wes: «Lui ha la libertà di scegliere. Mi sembra sia una faccenda molto mediatica, invece è solo un normale rapporto fra giocatore e società. Si tratta di capire se ci sia la possibilità di trovare un accordo su nuove basi. Se non sarà possibile, resta a giocare qui perché è uno dei nostri. A me interessa che sia in forma, se non lo è non gioca, il nome non c'entra, inutile trovare altre scuse. Se l'allenatore lo vede pronto, lo fa giocare. L'incontro? Ho sentito chi era presente e mi è sembrato fossero abbastanza soddisfatti. Da ambo le parti c'è stato un comportamento molto di buon senso. Adesso devono risponderci e sta a Sneijder farci sapere quali siano le sue intenzioni». Quindi si devono rivedere e Moratti non esclude la sua presenza: «Questi sono rapporti che si possono risolvere tranquillamente. Comunque se ci sarà bisogno, io ci sarò».

In realtà siamo al muro contro muro ed è difficile individuare quale delle due parti stia per guadagnarci qualcosa. Un contratto viene messo in discussione da un club piuttosto che da un giocatore che chiede il classico ritocchino, circostanza più frequente, condannata e criticata, ma che effettivamente fa molto meno rumore. Forse Moratti è più sereno di Wes in quanto è pronto a lasciargli strada. Il Fenerbahce è stato il più esplicito nel cercare l'olandese, propone un prestito già da gennaio a un milione, con un diritto di riscatto a giugno a nove. Per l'Inter si tratterebbe di risparmiare trenta milioni e anzi incassarne dieci. L'interesse turco è concreto, compresa la disponibilità economica, anche se Sneijder dovrà comunque ridursi l'ingaggio in quanto il tetto al Fenerbahce è di quattro a stagione, lo stipendio che percepisce l'ex juventino Krasic.

Infatti una delle mosse di Soren Lerby è stata la richiesta di una buonuscita da parte dell'Inter per il suo assistito. Chiusura di Branca. Questo uno dei motivi del malumore dell'olandese dopo l'incontro: «Io vorrei solo giocare, prima dicevano che era colpa del contratto, adesso invece Branca mi ha detto che dipende solo dall'allenatore». Di sicuro Wes non è più parte del progetto ed è anche in una situazione delicata in quanto deve collaborare attivamente per cercarsi un compratore se non intende trascorrere i prossimi due virgola cinque anni in tribuna.

Il possibile reato di mobbing è stato allontanato da Damiano Tommasi, presidente Aic: «Non è la prima volta che un giocatore rimane fuori per scelta tecnica, ma si allena regolarmente con la squadra e parla quotidianamente con l'allenatore, quindi siamo fuori da questo ambito. Piuttosto c'è preoccupazione fra i giocatori “Se fanno così con lui, chissà con me come si comporteranno...“». Tranquilli, dipende solo dall'allenatore, dipende tutto da Strama.

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