Queste qualifiche ingiuste e lo spettro del Q4

Alla luce dei valori tecnici in campo, bisogna convenire che, per il binomio Vettel-Ferrari, vincente fino ad agosto e appena superato in potenza dalla british-Mercedes, per la petrolchimica selvaggia, con distacchi rispettivamente dello 0,63, 0,60 e 0,59% dalla pole, sarebbe stata tutta un'altra storia a poter partire a Suzuka dalla seconda fila, come gli avrebbe permesso il suo terzo miglior tempo in Q2. Tutto ben diverso da quella malaugurata ottava posizione. E, quindi, sarebbe ora di ribellarsi a quell'assurda divergenza tra Q2 e Q3. Insomma, se tutti i tempi dell'ora di qualificazione per questo Gp del Giappone fossero stati validi per lo schieramento di partenza, come avveniva nelle epoche passate, con un meritato terzo crono in pugno a Maranello, sarebbe stata una lineare corsa alle spalle delle due macchine della Stella a tre punte. Questo è lo scandalo tecnico-regolamentare che ci trasciniamo da anni e che ancora non si riesce a eliminare, oggi che si parla addirittura di una sezione Q4 per l'ora di qualifica di ogni futuro sabato da gran premio.

Anche un campione come Vettel può veder vacillare la propria padronanza in momenti di altissima tensione e di smodata pressione; ma, proprio per i suoi meriti, non deve essere punito con tanto accanimento, se ancora dieci minuti prima del termine della qualifica finale si trovava aperte le porte per scattare dal secondo rango, con la prospettiva di una onorevole difensiva, ormai a campionato mondiale compromesso.

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