Tech, il fantasma di Gigio e i rigori sventati grazie alla meditazione

Nonostante le papere di inizio stagione resta incrollabile la fiducia di Allegri per Szczesny

Tech, il fantasma di Gigio e i rigori sventati grazie alla meditazione

Quando difendeva la porta della Roma, i tifosi giallorossi lo chiamavano Coso': colpa delle troppe consonanti presenti sia nel nome che nel cognome. In realtà quasi tutti lo chiamano Tech': «Nessuno mi chiama Wojciech ha spiegato lui, che di cognome fa Szczesny e di professione difende la porta della Juventus -. In Polonia mi chiamano Wojtech, con la giusta pronuncia: quando, ai tempi dell'Arsenal, l'ho detto a un mio amico inglese, tutti hanno cominciato a chiamarmi Tech. È più facile parare che parlare polacco, lo so. Quante lingue conosco? Polacco, inglese, italiano e un po' il russo, visto che lo parla mia moglie».

Sereno lo è sempre stato. E Allegri ha sempre avuto fiducia in lui, non mettendolo in discussione nemmeno dopo le papere tali erano contro Udinese e Napoli. Punti persi in campionato, il fantasma di Donnarumma sulle spalle: qualcuno magari sarebbe crollato, lui no. «Bisogna rimanere tranquilli ha spiegato -. Non ero scarso prima, non sono un fenomeno adesso». «È un portiere di livello internazionale, bastava aspettarlo», la consapevolezza di Allegri. Che non aveva spinto per avere Donnarumma, per quanto a parametro zero, e che adesso si gode il suo guardiano: porta inviolata da 367' tra campionato e Champions, il rigore parato a Veretout domenica scorsa, la possibilità domani di agganciare l'Inter battendola a domicilio. Le critiche e i dubbi di una ventina di giorni fa sono alle spalle, pur se è sotto gli occhi di tutti la relativa qualità del gioco bianconero. Dovendo però fare al momento di necessità virtù, è giusto aggrapparsi ai propri punti di forza: solidità difensiva innanzi tutto, garantita da un'attenzione di squadra migliorata e anche dalle prestazioni di Tech. Portiere che nel 2021 ha parato tre dei sette rigori in serie A: nessuno ha fatto meglio, così per dire. Segno di freddezza e autocontrollo, nonché di studio (dell'avversario) e agilità. Aiutandosi anche con la meditazione: «I miei esercizi servono a pensare sempre al presente. La testa deve essere sgombra: solo così puoi fare 90 minuti al top. Io penso solo a dov'è il pallone: quando ero più giovane, mi distraevo nei momenti in cui la palla era lontana. Esperienza e meditazione servono molto».

Contratto in scadenza nel 2024, amante della musica da ascoltare ma anche da suonare al pianoforte, la moglie Marina cantante e l'hobby dell'architettura: «Quando smetterò, vorrei lavorare da casa per stare con la mia famiglia. Mi piace molto arredare, vorrei diventare architetto o interior design.

Quando sono andato a vivere da solo, a Londra, non avevo i soldi per pagarmi un architetto: ho fatto tutto da solo e da allora mi sono appassionato. Il mio futuro lo immagino così». Ancora per qualche anno, però, ci sarà una porta da difendere.

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