Spiati al supermercato: telecamere per conoscere i gusti dei clienti

La nuova frontiere del marketing: sensori strategici per raccogliere dati sugli orientamenti dei consumatori

Spiati al supermercato: telecamere per conoscere i gusti dei clienti

Dopo le telecamere antifurto per limitare la mano lesta dei taccheggiatori, arrivano anche i sensori che raccolgono informazioni sui gusti dei clienti. Della nuova frontiera made in Usa del marketing – poco amica della privacy – ne parla Massimo Gaggi sulle pagine de Il Corriere della Sera. E si tratta di un qualcosa tutt’altro che nuovo, essendo un sottile strumento già messo in pratica nei Musei statunitensi. La tecnologia digitale non si ferma mai.

D’altronde nell’epoca della connessione perenne, con una telecamera potenziale come uno smartphone, riposto comodamente in tasca, c’era da aspettarselo. L’obiettivo è scontato: raccogliere il più possibile dati sugli orientamenti dei visitatori (nel caso del Moma di New York, per esempio) e dei consumatori (che comprano vestiti da Macy's o fanno la spesa da Wal-Mart).

Immagazzinando un numero elevatissimo di indicazioni, ciò che è esposto sullo scaffale – magari allestito sempre più ad hoc – non potrà che essere ancor più allettante.

Perché Tizio è così tanto affezionato a un determinato prodotto, mentre invece Caio non lo prende neanche in considerazione? Tutte le nostre abitudini da consumatore saranno messe a nudo, comprese le espressioni tra le corsie mentre spingiamo i carrelli, o mentre cerchiamo il capo d'abbigliamento giusto. Il business è business e noi siamo tutti osservati speciali sotto l’occhio implacabile e sempre acceso della telecamera.

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