Wto, a Seattle dieci anni dopo

Torna la violenza come sfondo alle grandi conferenze internazionali. A Ginevra ci sono stati scontri con la polizia durante una manifestazione di protesta alla vigilia del nuovo vertice ministeriale dell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) in programma nella città svizzera a partire da lunedì prossimo. Una conferenza che, già dalle premesse, sembra aprire in tono minore: il direttore generale del Wto Pascal Lamy ha avvertito i diversi paesi che attende indicazioni sul Doha Round e che «non si procederà la discussione del negoziato per lo sviluppo, ma ci si concentrerà nel capire se e come la Wto stia lavorando bene e raggiungendo i suoi obiettivi».
Ma che potrebbe comunque riservare sorprese. A partire dalla data scelta: il decennale esatto di un altro vertice del Wto, quello che nel 1999 a Seattle vide il battesimo internazionale del movimento «no global», con forti proteste e scontri che bloccarono i negoziati dell'Organizzazione mondiale del commercio. Un anniversario che ha riportato a Ginevra alcuni protagonisti di quel movimento, come Lori Wallach dell'associazione «Public Citizen», fondata dal candidato presidente degli Stati Uniti Ralph Nader. Oltre a sindacati, movimenti di contadini, Ong per lo sviluppo dei Paesi del Terzo Mondo. Tutti pronti a far sentire di nuovo la loro voce. Con manifestazioni in contemporanea in tutto il mondo: una «giornata globale d'azione per un commercio giusto», in programma nel momento in cui anche a Ginevra gli attivisti scendono in strada. All'inizio erano previste azioni simboliche, grandi pupazzi con le facce dei leader della terra e altre suggestive forme di protesta. Una mobilitazione che riguarderà anche l'Italia: Legambiente e Arci organizzeranno manifestazioni ed eventi nelle principali piazze di Genova, Lucca, Roma e Napoli in questi giorni.
La conferenza ministeriale, in ogni caso, parte con basse aspettative, e sconta il peso dei precedenti fallimenti, tra cui quello del vertice Fao sulla sicurezza alimentare. Lamy ha già messo le mani avanti avvertendo che non si andrà avanti sul Doha Round, ovvero quel pacchetto di misure per la liberalizzazione del commercio mondiale e lo sviluppo, lanciato nel novembre 2001 con l'obiettivo di un accordo entro 4 anni, e che, ha ammesso lo stesso Lamy, «sarà difficile concludere nel prossimo anno». In agenda ci saranno allora altre questioni: la risoluzione di alcune dispute commerciali in corso, le richieste di accesso di Paesi come la Russia e l'Iran e le sfide globali, tra cui quella del cambiamento climatico. Intanto nel tardo pomeriggio è arrivato il primo bilancio della giornata di violenza: «Si sono verificati diversi incidenti, almeno tre automobili sono state incendiate, vetrine sono state ridotte in frantumi e atti di vandalismo sono stati compiuti contro negozi e alberghi. Dobbiamo ancora stilare un bilancio dei danni. Abbiamo già fermato diverse persone», ha detto il portavoce della polizia Patrick Puhl.


La manifestazione anti-Wto era stata convocata da una quarantina di associazioni, in vista della settima Conferenza ministeriale della Wto, in programma da lunedì prossimo a Ginevra. In un comunicato diffuso in serata, gli organizzatori hanno deplorato che «una minoranza di persone abbia dirottato la manifestazione dai suoi obiettivi».

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