«Anche la moda pagherà la svendita di Alitalia»

Va giù pesante, senza mezzi termini, Tiziana Maiolo, l’assessore alle Attività produttive del Comune di Milano. E usa parole d’attacco. «L’assassinio dell’aeroporto di Malpensa da parte del governo Prodi comporterà l’amputazione di una parte rilevante dell’economia e del mondo del lavoro milanesi». È quanto afferma in un comunicato l’assessore, in merito all’eventuale cessione di Alitalia ad Air France. E già lo schiaffo al Nord è arrivato con Alitalia che ha cancellato senza preavviso molte tratte internazionali spostandole a Roma, a Fiumicino. Senza contare che la vendita ad Air France non è ancora stata definita. «Il primo allarme rosso riguarda il commercio nella sua versione globale e in particolare il momento dei saldi che ha visto negli ultimi anni arrivare a Milano numerosi charter provenienti da tutto il mondo per gli acquisti più raffinati e vantaggiosi e che solo Milano sa dare - continua -. Il secondo allarme rosso riguarda le settimane della moda milanesi già insidiate da Parigi e dalle interessate critiche di Anna Winthur».
«Privando Milano del suo aeroporto internazionale - continua Maiolo - il governo Prodi sta sferrando un attacco mortale all’economia vincente del nostro Paese, quella che è il nostro biglietto da visita nel mondo, cioè la moda. Il rischio è che Parigi si mangi Milano e con essa la principale industria italiana, la moda». È chiaro che sta poco a cuore a questo governo la parte più produttiva del Paese e di conseguenza la competitività del sistema Italia. Bisognerebbe capire che si va al di là della guerra di campanile tra compagnie e aeroporti. «Siamo molto preoccupati - prosegue l’assessore - perché inizia tra poco il momento dei saldi e da Giappone e Cina arrivavano a Malpensa tanti voli charter per lo shopping del lusso conveniente. Se ai problemi del settore aggiungiamo la mancanza di un aeroporto internazionale, allora sarà Parigi a spuntarla. Spero che si facciano sentire sia la Camera della moda che l’Unione del commercio». È un fiume di parole l’assessore Maiolo. «Pensi che con l’assessore al Turismo Massimiliano Orsatti stavamo organizzando per luglio, il periodo degli show room, un pacchetto con gli albergatori proprio per favorire il commercio modaiolo. Non so più se valga la pena continuare, a questo punto. Certo il danno va all’intero sistema, dalle aziende agli alberghi ai ristoranti. Al Nord la sinistra non prenderà più nemmeno un voto ma è una magra consolazione di fronte a posti di lavoro che inevitabilmente si perderanno in questa situazione». Non è sulla stessa linea Mario Boselli, presidente della Camera della Moda. «A suo tempo firmammo con Moratti e Formigoni il manifesto a favore di Malpensa. La nostra posizione fu chiara sin dall’inizio e si agì in tutte le sedi: parlai con Formigoni, Passera e Rutelli. Ora - aggiunge - le cose sono quasi definite perciò si lavorerà di conseguenza. Ma cerco di essere sereno, non sono preoccupato perché la piazza di Milano è ineguagliabile, nessuno ha l’appeal di Milano e della moda italiana. Così come sono convinto che non si sposterà l’equilibrio tra Parigi e Milano.

Fa bene la Maiolo a gridare al lupo al lupo, ma nessuno rinuncerà mai a una fonte di reddito come quello che deriva dalla moda. Arriveranno più voli da altri vettori internazionali. La situazione di Malpensa è un impoverimento per il Nord non per la moda».

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