
In caso di viaggio negli Stati Uniti d'America è necessario mettere in conto la possibilità di essere sottoposti a dei controlli alla frontiera, dove gli agenti non si limiteranno a esaminare le valigie o ciò che indossiamo, ma potrebbero anche chiedere di verificare i dispositivi che abbiamo con noi, come il computer portatile o il cellulare.
I controlli ci sono sempre stati, ma dopo il ritorno di Donald Trump sembra che le perquisizioni siano incrementate. Non è un caso, infatti, che siano aumentati anche i respingimenti. Le guardie di frontiera esaminano tutto, anche gli smartphone. A riprova di ciò, il caso di uno scienziato proveniente dalla Francia, che si è visto negare l'ingresso per via di alcuni messaggi ritenuti sospetti trovati sul suo cellulare.
Per quanto spiacevole, va detto che certe operazioni di controllo così stringenti sono state ritenute necessarie al fine di tutelare la sicurezza nazionale. Nel corso degli anni sono stati sempre di più i controlli che le autorità di frontiera hanno svolto su telefoni e computer, riuscendo così a sventare anche dei potenziali pericoli. Gli uomini della Customs and Border Protection (CBP) sono incaricati di fermare i passeggeri e svolgere accurate verifiche sui loro dispositivi elettronici. Si tratta di vere e proprie perquisizioni che vengono effettuate anche senza mandato in caso di sospetti.
Cellulari e pc possono nascondere molto. In essi possono essere contenuti messaggi o documenti scambiati fra gruppi criminali, oppure prove che dimostrano la pericolosità di un determinato viaggiatore appena sbarcato negli Stati Uniti. Purtroppo queste procedure, ritenute necessarie, destano preoccupazione per quanto concerne il rispetto della privacy dell'individuo.
Ecco quindi che, in caso di viaggio negli Usa, occorre essere preparati. È importante sapere che in caso di richiesta di fornire il proprio computer o cellulare è possibile rifiutarsi. Ciò è garantito dalla legge statunitense. Tuttavia l'ufficiale di frontiera può decidere a quel punto di sequestrare il telefono, oppure di impedire direttamente l'ingresso negli Stati Uniti. Cosa fare, quindi? Un suggerimento potrebbe essere quello di tenere lo smartphone in modalità aereo, così che l'ufficiale non possa accedere alle informazioni contenute nel cloud, come e-mail, immagini o documenti.
Occhio inoltre a ciò che decidiamo di mostrare sui social, perché l'agente della frontiera potrebbe voler controllare i nostri account.
Prima di raggiungere la destinazione, sarebbe meglio cambiare le impostazioni della privacy, rendendo privati alcuni contenuti. Un consiglio per tutelarsi è anche quello di ridurre i dati sensibili sul cellulare in vista del viaggio negli States.- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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