"Di che c... parlano". Travaglio difende Conte sulle vacanze a Cortina

Il giornalista in discesa libera contro chi aveva criticato l'ex premier sulle sue vacanze a Cortina: "I giornali montano una polemica al giorno su un leader incensurato..."

"Di che c... parlano". Travaglio difende Conte sulle vacanze a Cortina

A soccorrere Giuseppe Conte nello slalom gigante tra le critiche ci ha pensato Marco Travaglio. Nel suo odierno editoriale, il direttore del Fatto Quotidiano si è lanciato in discesa libera contro quanti avevano fatto le pulci al leader pentastellato per le sue vacanze a Cortina d'Ampezzo. "È un ipocrita", avevano lamentato alcuni utenti sui social, mentre sui giornali qualcuno aveva fatto notare una certa contradditorietà tra quel legittimo soggiorno di lusso e la vecchia retorica pentastellata sui politici privilegiati. Infastidito da quelle osservazioni, il giornalista è quindi a sua volta intervenuto in difesa dell'ex premier.

"I giornali montano una polemica al giorno su un leader incensurato perché indossa la giacca con pochette, ma anche perché indossa il dolcevita, perché visita i poveri e i disoccupati, ma anche perché passa il Capodanno a Cortina in un bell'hotel, senza spiegare mai di che cazz* stanno parlando", ha lamentato Travaglio nell'editoriale che campeggia sull'odierna prima pagina del Fatto. Povero Conte, secondo il direttore attaccato sempre e solo su questioni futili e pretestuose! In realtà, dall'opinione pubblica e dalla stampa non mancano rilievi anche più consistenti all'ex premier e al suo operato politico.

Le polemiche sulla vacanza a Cortina, però, hanno particolarmente colpito Travaglio, che sul proprio giornale ha bacchettato così i colleghi e i critici: "A meno che non ritengano che possano difendere i poveri solo i parlamentari poveri: nel qual caso, siccome i parlamentari guadagnano almeno 15mila euro netti al mese, tutti dovrebbero difendere i ricchi". Ma la discussione non riguardava il reddito, che consente giustamente a un politico di andare in vacanza dove gli pare. Piuttosto a Giuseppe era stata contestata una certa incoerenza nell'essersi presentato in piazza come portavoce degli ultimi e interprete degli indigenti.

Come se gli altri politici, a differenza sua, fossero lontani dalle istanze popolari.

Più sottile e affilata, poi, era stata la bacchettata di Matteo Renzi, che in una conversazione avrebbe accusato l'avversario politico di "moralismo senza morale".

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