L’Autodromo di Imola: dal ’47 ai giorni d’oggi. FIA-WEC protagonista nel fine settimana

La notorietà e la consacrazione nell’olimpo della velocità arrivarono tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70 con il motomondiale che qui debuttò con il gran Premio delle Nazioni e la 200 miglia di Imola

L’Autodromo di Imola: dal ’47 ai giorni d’oggi.  FIA-WEC protagonista nel fine settimana
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Era il 1947 quando nel cuore dell'Emilia, tra le colline che abbracciano il cielo e campi che cullano i sogni degli appassionati di motori, in un posto conosciuto come il Parco delle Acque Minerali, un lembo di terra compreso tra il fiume Santerno, il raccordo della Tosa e della Piratella, e il podere Rivazza, l’imprenditore imolese Checco Costa con un nugolo di amici, gettarono le basi per quello che oggi conosciamo con il nome di autodromo Enzo e Dino Ferrari.

Era appena finita la guerra, le aziende meccaniche della zona avevano smesso di creare armi di distruzione ed erano tornate alla normale produzione del periodo prebellico. l’Italia voleva rialzarsi e in molti alimentavano quel progetto futurista che aveva nella velocità il suo fulcro. Nel ’52 il circuito del Santerno diventa una struttura permanete organizzata e il giorno del taglio del nastro, una vettura dell’ Ing. Ferrari, che già allora viveva nel cuore di tutti gli sportivi, e una Gilera 4 cilindri, pilotata da Umberto Masetti, sfrecciarono sul quel tratto di asfalto e discesero verso Imola. Nel tempo, la bellezza di quel tracciato richiamò a Imola gare sempre più prestigiose, scuderie, case motociclistiche e di automobili oltre a piloti di livello e folle di appassionati.

La notorietà e la consacrazione nell’olimpo della velocità arrivarono tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70 con il motomondiale che qui debuttò con il gran Premio delle Nazioni e la 200 miglia di Imola.

Le prime gare internazionali con le auto protagoniste arrivarono con il campionato endurance. Le F1 arrivarono ancora dopo, verso la fine degli anni ’70 con un primo gran premio dedicato al figlio di Enzo Ferrari: Dino. Eventi internazionali, test di supercar e motociclette, l’aurea di Imola è splendente. Una doppia tragedia nel primo fine settimana di Maggio del 1994 segna il circus della F1 e l’Autodromo: Roland Ratzenberger e di Ayrton Senna muoiono in due diversi incidenti durante il Gran Premio di San Marino.

Un dolore che portò tutti i player del Mondiale F1 a condrontarsi per inserire nuovi elementi di sicurezza sulle monoposto e nei circuiti.

Nel 2002 Imola è il palcoscenico della gara più bella di sempre: ultimo round del Mondiale Supebike, davanti ad una folla di otlre 100mila tifosi. Davanti al popolo ducatista, Colin Edwards riesce nell’impresa e in gara 2 strappa il titolo di Campione del Mondo e quello costruttori a Troy Baylis e alla Ducati. Una gara epica dove i due alfieri Ducati e Honda si sono resi protagonisti assoluti con sorpassi, controsorpassi e colpi di carena ad ogni curva.

Oggi, il Circuito di Imola continua a brillare come un gioiello nel panorama dell'automobilismo mondiale. Questo fine settimana il tracciato del Santerno sarà nuovamente la sede di un appuntamento motoristico di grande prestigio: la 6 Ore di Imola. Un avvincente e spettacolare evento, che vedrà confrontarsi quasi 40 vetture, divise nelle due categorie Hypercar e LMGT3, in rappresentanza di ben 14 marchi. L’industria italiana è ben rappresentata dalla Ferrari, alla sua seconda stagione nella Hypercar, che gareggerà con l’obiettivo di lottare per la vittoria; e le new entry Lamborghini e Isotta Fraschini, nell’ottica di trovare una sempre maggiore competitività in un campionato molto equilibrato e dall’esito mai scontato. Giovedì dalle ore 16.45, nella centrale Piazza Matteotti di Imola, verranno presentati tutti i protagonisti di questo secondo round del FIA WEC.

Sfileranno sul palco piloti del calibro di Antonio Giovinazzi, Antonio Fuoco, Mirko Bortolotti, Alessandro Pier Guidi, Edordo Mortara, Valentino Rossi, alla sua prima stagione nel WEC. Senza dimenticare gli ex Formula 1 Robert Kubica, Nick De Vries, Mick Schumacher, Daniil Kvyat, Sebastien Buemi, Paul Di Resta, Kamui Kobayashi. Ladies and gentlemen: scaldate i motori!

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