
Nozze nel gnl tra Eni e Petronas. Licenziando i conti 2024, il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha annunciato la nascita di una joint venture con la società petrolifera malese che si concentrerà su investimenti in nuovi progetti di sviluppo gas, riflettendo l'impegno delle società nella transizione energetica.
La nuova business combination unisce le attività upstream in Indonesia e Malesia con Petronas e replica l’operazione in Gran Bretagna con Ithaca Energy dell’autunno 2024.
I due gruppi hanno firmato un memorandum d’intesa esclusivo per definire la costituzione di una joint venture per la gestione di una selezione di asset oil & gas nei due Paesi asiatici.
Le società ritengono che l’operazione potrà creare dei principali operatori nel settore del gas naturale liquefatto nella regione, garantendo nel medio termine una produzione di 500 mila barili di olio equivalente al giorno.
L’alleanza è rilevante sul fronte della produzione: le riserve della joint venture ammontano a circa 3 miliardi di barili di olio equivalente, con un potenziale esplorativo di circa 10 miliardi di boe. Insieme poi, le due società lavoreranno sul fronte esplorativo e per la crescita del portafoglio ordini.
Ed è proprio la produzione ad aver fatto la differenza nei conti di bilancio 2024 licenziati ieri: il dato segna infatti una crescita produttiva del 3% a 1,72 milioni di barili equivalenti giorno.
Guardando alle altre voci di bilancio, l'utile netto rettificato si è attestato a 5,2 miliardi, in calo del 37% sull'esercizio precedente mentre l'utile operativo proforma adjusted (rettificato delle partite straordinarie) è sceso del 20% a 14,3 miliardi. L'utile netto del 2024 è 2,6 miliardi, in calo del 45% sul 2023. “Nel 2024, crescita e creazione di valore hanno raggiunto un livello di eccellenza, supportati dalla nostra struttura finanziaria e dalla disciplina nei costi. La nostra posizione di leadership nell’industria è frutto della competitività del portafoglio di attività e del coerente disegno gestionale e finanziario del modello satellitare, che ha concretizzato oltre 21 miliardi di valore d’impresa nel corso dell’anno”, spiega il numero uno del gruppo.
Tornando ai numeri, il flusso di cassa operativo adjusted prima del capitale circolante ha raggiunto 13,6 miliardi superando le previsioni (+1 miliardo) e risultando ampiamente “eccedente”, chiarisce il gruppo, al fabbisogno per gli investimenti organici di 8,8 miliardi anch’esso in riduzione rispetto alla guidance di 9 miliardi.
Sul fronte della remunerazione Eni, che alla vigilia dei conti ha completato il nuovo programma di buyback e deliberato la terza tranche del dividendo di 0,25 euro, annuncia di aver distribuito oltre 5 miliardi di euro agli azionisti, con un dividendo in crescita e un programma di riacquisto di azioni proprie raddoppiato a 2 miliardi di euro.
Guardando alle società satellite, Bene Enilive e Plenitude che hanno conseguito entrambe l'obiettivo di ebitda annuale di 1,9 miliardi di euro. Prosegue lo sviluppo del gruppo che si occupa della Ccs (stoccaggi della Co2) e la ristrutturazione della chimica.
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