
La recente fusione tra l’italiana Saipem e la norvegese Subsea 7 ha suscitato reazioni entusiastiche ai vertici delle istituzioni italiane, con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha accolto la notizia con grande soddisfazione. «Accolgo con grande soddisfazione la notizia dell’accordo di fusione tra l’italiana Saipem e la norvegese Subsea 7, operazione estremamente rilevante che consentirà di far nascere la prima azienda globale nel settore dell'ingegneria energetica», ha dichiarato Meloni, sottolineando l’importanza strategica dell’operazione.
Un gigante da 20 miliardi di euro
Il nuovo gruppo, che prenderà il nome di Saipem7, avrà ricavi per oltre 20 miliardi di euro e sarà il leader mondiale dell’ingegneria energetica, più che raddoppiando le dimensioni dell’attuale secondo player, Technip-FMC. Con oltre 60 navi specializzate e una forza lavoro di 45.000 persone, la nuova entità potrà offrire soluzioni complete nei diversi segmenti di mercato, ottimizzando l’impiego della flotta e massimizzando le sinergie operative, stimate in circa 300 milioni di euro all’anno a regime.
Una fusione tra pari con radici italiane
Nonostante il dividendo straordinario di 450 milioni destinato agli azionisti di Subsea 7 e i tempi piuttosto lunghi per il closing dell’operazione (stimati tra i 17 e i 23 mesi), l’accordo prevede che la sede sociale e il principale mercato di quotazione rimangano in Italia. Saipem sarà la società incorporante, mantenendo il baricentro operativo a Milano e garantendo così una forte presenza tricolore nella governance del nuovo colosso. Eni e Cassa Depositi e Prestiti, attuali azionisti di Saipem, deterranno complessivamente il 17% della società integrata e nomineranno l’amministratore delegato, che sarà Alessandro Puliti, attuale ad di Saipem.
Un segnale di forza per il sistema Italia
Meloni ha sottolineato come questa operazione sia «un’ulteriore testimonianza della solidità e della vitalità del Sistema Italia e delle eccellenze economiche, produttive e industriali che ne fanno parte». Anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha evidenziato il valore strategico dell’intesa: «L’accordo per la fusione di Saipem con la norvegese Subsea 7 rappresenta un perfetto esempio di come il pubblico può valorizzare operazioni industriali imponenti».
Una lunga gestazione, ma grandi prospettive
L’operazione ha radici lontane: le due società collaborano già da tempo su progetti offshore e infrastrutture sottomarine, con un primo avvicinamento commerciale risalente al 2023. Ora, con un portafoglio ordini aggregato di 43 miliardi di euro e un margine operativo lordo superiore ai 2 miliardi, Saipem7 si appresta a diventare il punto di riferimento globale per l’ingegneria energetica, unendo l’expertise e la capacità innovativa di due realtà complementari.
Gli analisti sono ottimisti, convinti che la logica industriale e le sinergie operative porteranno nel tempo valore agli azionisti.
«La combinazione dei mezzi di costruzione permetterà di offrire soluzioni complete e aumentare la flessibilità operativa», spiegano da Equita, mentre la nuova struttura del capitale punta a raggiungere un rating investment grade e distribuire dividendi più generosi. Oggi Saipem ha chiuso in calo dell’1,4% a 2,28 euro.- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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