Allegri furibondo: cosa è successo dopo Juventus-Fiorentina

Se il tecnico livornese era apparso tranquillo nelle interviste post-partita, in realtà aveva appena fatto una lavata di capo memorabile ai suoi per il secondo tempo sottotono con la Fiorentina. Il patto coi senatori dopo il tonfo all'Olimpico non starebbe funzionando

Allegri furibondo: cosa è successo dopo Juventus-Fiorentina
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A giudicare dai toni conciliatori davanti alle telecamere dopo la vittoria per 1-0 con la Fiorentina, Massimiliano Allegri sembrava aver digerito bene l’ultima mezz’ora dei bianconeri, quando hanno lasciato carta bianca alla Viola. In realtà, secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, il tecnico livornese aveva già espresso il proprio estremo disappunto strigliando a dovere la sua rosa nell’immediato post-partita. Una pratica non particolarmente efficace, visto che un trattamento del genere era stato riservato ai giocatori anche dopo la sconfitta in extremis contro la Lazio. Cosa sta succedendo nel gruppo della Juventus, proprio nel momento critico della stagione?

Una lavata di capo memorabile

Secondo quanto riportato, infatti, il tecnico bianconero si era presentato nello spogliatoio dell’Allianz Stadium con un diavolo per capello, deciso a catechizzare i suoi per quanto visto nell’ultima parte dell’incrocio con l’undici di Italiano. La rabbia evidente nel lungo sfogo, tenuto a livelli acustici importanti, sarebbe dovuta ai lunghi cali d’attenzione di molti giocatori chiave e un atteggiamento tornato timido e rinunciatario che ha riportato in partita la Fiorentina. Se non fosse stato per il miracolo di Szczesny e la deviazione sfortunata di Nzola sul tiro di Beltran nel finale, gli ospiti sarebbero tornati a casa con un punto pesante in chiave Europa.

Szczesny Juventus Fiorentina

Max non si spiega come mai la fase finale della partita sia stata giocata in maniera fin troppo rilassata, senza quel famoso killer instinct che, da sempre, contraddistingue i bianconeri. Se nel primo tempo la determinazione della Vecchia Signora era stata encomiabile, tirare i remi in barca prima di assestare la zampata vincente è un errore che sarebbe potuto costare molto caro alla banda Allegri. L’altra pietra dello scandalo è quella ricordata anche ai microfoni di Dazn, dove si è presentato dopo essersi calmato: “Alla fine abbiamo rischiato di pareggiare, abbiamo sbagliato delle ripartenze”. In questo caso il colpevole sarebbe stato l’ex Dusan Vlahovic, che avrebbe potuto sfruttare meglio l’occasionissima che gli era arrivata tra i piedi.

Il "patto" non ha funzionato?

In realtà, quella di prendersela coi giocatori dopo un risultato non ideale starebbe diventando una pessima abitudine del tecnico labronico. Imitando forse il temutissimo hairdryer treatment, l’asciugacapelli che Sir Alex Ferguson usava urlando in faccia a certi giocatori, la sconfitta rimediata contro la Lazio all’Olimpico e il rischio di vedersi avvicinare dal Bologna aveva convinto Allegri ad intervenire quanto prima. Nello spogliatoio i toni ed i termini usati dall’allenatore bianconero non erano stati certo pacati. Critiche secche, decise e molto franche a tutto il gruppo per poi, invece, chiamare a raccolta i suoi pretoriani più tardi per riuscire a ragionare in maniera più calma.

Rabiot Kayode Juventus Fiorentina

Nella riunione della Continassa sarebbero stati presenti Danilo, Rabiot, Alex Sandro e Szczesny, capitano, i due vice ed il portiere paratutto, uno tra i più esperti e influenti membri della rosa. I dettagli sono poco chiari ma si sarebbe siglato una specie di “patto” per serrare i ranghi e spingere i giovani a giocare con maggiore attenzione in questo finale di stagione al calor bianco. Questo gentlemen’s agreement ha funzionato più o meno per 90 minuti; il secondo tempo con la Lazio in Coppa Italia ed i primi 45 minuti di domenica sera. Poi la Juventus è tornata quella degli ultimi mesi; impaurita, timida, quasi smarrita.

I toni accesi del post-partita con la Viola si spiegherebbero per questa ricaduta decisamente preoccupante. I tre punti sono arrivati ma la pazienza dei tifosi è al limite. Un altro passo falso e la polveriera potrebbe esplodere.

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