Un Brasile scintillante sbrana la Corea del Sud: 4-1

La Seleção demolisce un avversario friabile: adesso c'è la sfida alla Croazia

Un Brasile scintillante sbrana la Corea del Sud: 4-1

Il Brasile affonda i denti nel burro fuso della Corea del Sud, guadagnando i quarti di finale con allegra disinvoltura. Partita in ghiaccio già nella prima frazione, conclusa con un tracotante 4-1 che sa di abuso di posizione dominante. Gli asiatici si sbriciolano subito sotto le mazzate verdeoro, che peraltro recuperano Neymar.

Passano solo 5' e la Seleção ha già stappato una partita che sa di vino dolce: Raphinha sfonda a destra e mette in mezzo, Vinicius conclude con il joystick sotto l'incrocio e siamo già 1-0. La Corea - che affastella cinque Kim tra difesa e centrocampo e sfodera l'astro più iridescente Heung - Min Son in avanti - prova a ricomporsi. Nemmeno il tempo di darsi una spazzolata però che arriva un'altra sberla. Jung livella al suolo Richarlison: Neymar glaciale dal dischetto, 2-0. Ci sarebbero anche i ragazzi in rosso, a dire il vero: siluro di HwangHee praticamente da casa, Alisson smanaccia in angolo.

Brasile che viaggia su ritmi cadenzati, per poi imprimere sferzate sanguinose. Alla mezz'ora Thiago Silva mette in mezzo per Richarlison, a quanto pare il prescelto da Tite e dalla sorte per la disfida qatariota. La punta degli Spurs smorza di testa, addomestica di destro e conclude di sinistro: 3-0, cala di botto il consumo di elettricità in Corea. Tv al plasma che alternativamente si spengono o vengono frantumate in strada.

Sorbirsi il Brasile è sempre disdicevole. Se poi quelli sono pure unti dalla grazia pallonara allora arrivederci e tante belle cose. La prima frazione si chiude con una tessitura di pregio: Neymar allarga per Vinicius, scavetto in mezzo e Paquetà - ex carneade milanista - che lascia andare un destro sibilante. Per la prima volta dal mondiale messicano del 1954 la cricca sudamericana ne fa quattro in un primo tempo. La Corea tirerebbe anche tre volte nella prima frazione, ma non fende il bersaglio.

Sussulto asiatico in apertura del secondo tempo: Son scherza Marquinos e costringe Alisson ad un riflesso notevole. La replica verdeoro non si fa attendere. Raphinha combina lesto con Casemiro e sfiora la gloria personale. La Corea è sotterrata, eppure non evapora: HwangHee-Chan pretende da Alisson una parata miracolosa, anche se il direttore di gara aveva congelato tutto. Ora i ragazzi di Tite si sfregano la pancia piena e calano vistosamente i ritmi, entrando in modalità auto conservativa. Al 76' Seung-Ho Paik pesca il gol che vale un barlume di dignità: bolide clamoroso dalla distanza, stavolta il portiere del Liverpool non può metterci una pezza.

Il fiume di sostituzioni seguente - insieme alla botta di Dani Alves che sfiora la manita per Tite - diventa l'unica circostanza degna di nota quando la gara srotola i titoli di coda. Scontro senza storia, con un Brasile sempre in controllo, compiaciuto dei suoi mezzi ma al contempo terribilmente pragmatico.

Ai quarti troverà una Croazia che ha dovuto penare per prevalere contro il Giappone. A prescindere dall'avversario, i verdeoro lasciano in dote l'impressione, terrificante per gli altri, di poter gestire e strappare la partita a piacimento.

Brasile (4-2-3-1): Alisson (80' Weverton); Danilo (72' Bremer), Militao (63' Dani Alves), Thiago Silva, Marquinhos; Casemiro, Paquetà; Raphinha, Neymar (81' Rodrygo), Vinicius Junior (72' Martinelli) ; Richarlison. Ct. Tite

Corea del Sud (4-2-3-1): Kim Seung-gyu; Kim Moon-hwan, Kim Min-jae, Kim Young-gwon, Kim Jin-Su (46' Kim Chul Hong); Hwang In-beom (65' Seung-Ho Paik), Jung Woo-young (46' Jun-Ho Son); Hwang Hee-chan, Lee Jae-sung (75' Lee Kang-In), Son Heung-min; Cho Gue-sung (80' Hwang Ui-Jo). Ct. Paulo Bento.

Marcatori: 7' Vinicius, 13' Neymar (r), 29' Richarlison, 36' Paquetà, 76' Seung-Ho Paik

Ammoniti: Woo Young Jung

Arbitro: Turpin

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