La giornata ai Mondiali - 24 novembre

Il Brasile ci mette un tempo a schiantare la Serbia degli "italiani" grazie alla doppietta di Richarlison. Nel pomeriggio la Svizzera, pur senza entusiasmare, aveva battuto il Camerun. Dopo il pari a reti bianche tra Uruguay e Corea del Sud, il Portogallo, nonostante qualche distrazione di troppo, batte il Ghana 3-2 grazie ai gol di Cristiano Ronaldo e Rafa Leao.

L'attaccante Embolo (Svizzera) in azione contro il Camerun
L'attaccante Embolo (Svizzera) in azione contro il Camerun

Svizzera-Camerun 1-0

Esordio positivo per i rossocrociati che riescono a piegare la resistenza del Camerun ed assicurarsi i tre punti nella prima gara del gruppo G di Qatar 2022. La nazionale elvetica, dopo aver guadagnato il biglietto per Doha a scapito degli Azzurri, mette una prova convincente, dimostrando ancora che, pur senza avere talenti di livello mondiale, rimane sempre una squadra da prendere con le molle. Partono meglio i Leoni Indomabili, la cui supremazia fisica però fatica a tradursi in occasioni. La Svizzera sembra crescere nella seconda metà del primo tempo, iniziando a minacciare la porta dell'interista Onana.

La svolta arriva al ritorno dagli spogliatoi, quando a sbloccare arriva la zampata di Embolo. Gol speciale per il giovane del Monaco, nato proprio nella capitale dello stato africano. Ti aspetteresti la reazione del Camerun ma il gran movimento non riesce ad impensierire troppo la retroguardia rossocrociata, che invece approfitta degli spazi per colpire in ripartenza. I cambi del tecnico africano Song non riescono a cambiare l'inerzia della partita. La Svizzera nel finale va vicina più volte al raddoppio ma Onana fa buona guardia. Sesto debutto mondiale vincente per gli elvetici, forse non belli da vedere ma maledettamente concreti. Contro Brasile e Serbia servirà più precisione e concretezza ma per ora può bastare anche così.

Il tabellino

SVIZZERA (4-2-3-1): Sommer; Widmer, Akanji, Elvedi, Rodriguez (90' Comert); Freuler, Xhaka; Shaqiri (71' Okafor) , Sow (72' Frei), Vargas (81' Rieder); Embolo (72' Seferovic). A disposizione: Omlin, Kobel, Kohn, Comert, Schar, Fernandes, Zakaria, Steffen, Aebischer, Fassnacht, Rieder, Jashari. Ct: Murat Yakin

CAMERUN (4-3-3): Onana; Fai, Nkoulou (74' Nkoudou), Castelletto, Tolo; Anguissa, Hongla (68' Ondoua), Oum Gouet; Mbeumo (81' Ngamaleu), Choupo-Moting (74' Aboubakar), Toko Ekambi. A disposizione: Ngapandouetnbu, Epassy, Ngom Mbekeli, Wooh, Mbaizo, Ebosse, Kunde, Ntcham, Marou, Nsame, Bassogog. Ct: Rigobert Song

Marcatori: 48' Embolo (S)

Ammoniti: 36' Fai (C); 64' Elvedi (S), 83' Akanji (S)

Arbitro: Facundo Tello (Argentina)

Uruguay-Corea del Sud 0-0

Valverde e Lee Kang (Uruguay-Corea del Sud)
Federico Valverde e Lee Kang

Il gruppo H del mondiale in Qatar, uno dei più difficili da decifrare, si apre all'Education City Stadium con lo scontro tra l'Uruguay due volte campione del mondo e la Corea del Sud. L'incrocio potrebbe già valere un bel pezzo del biglietto per gli ottavi e le due squadre non si risparmiano, affrontandosi a viso aperto. Al pronti via gran forcing degli asiatici, veloci e precisi, sempre pronti ad approfittare delle disattenzioni della retroguardia della Celeste. Gli uomini di Diego Alonso, erede del maestro Tabarez, sono molto attenti e dall'alto della loro esperienza provano spesso a pungere in ripartenza. Partita vivace, spettacolare quanto basta, tante occasioni da una parte e dall'altra. La più clamorosa il palo di Godin al 43', un gran colpo di testa che si stampa sulla base del palo alla destra di Kim. Partita comunque indecifrabile, estremamente equilibrata.

La ripresa vede ancora la Corea ad aggredire gli avversari, che rispondono con precisi contropiedi, spesso e volentieri dalle fasce. L'Uruguay prova a rispondere spostando Darwin Nunez dietro a Suarez ma la linea difensiva coreana, guidata dal napoletano Kim, non si scompone. Poche idee e piuttosto confuse per la Celeste, che si affida solo alla classe dei suoi campioni. La staffetta tra Suarez e Cavani non cambia molto: gli avanti uruguagi continuano a non trovare spazio per il tiro nell'affollata area coreana. Nel finale, a parte il palo di Valverde e un tiro pericoloso di un Son non in grande spolvero, l'Uruguay sembra averne di più ma non riesce a piegare la resistenza coreana. Finisce 0-0, un pareggio gradevole che, in fondo, può andare bene ad entrambe. Un punto buono che potrebbe rivelarsi decisivo per il passaggio agli ottavi.

Il tabellino

URUGUAY (4-4-2): Rochet; Caceres, Godin, Gimenez, Olivera (79' Vina); Valverde, Bentancur, Vecino (78' De La Cruz), Pellistri; Suarez (63' Cavani), Nunez. A disposizione: Canobbio, Vina, Muslera, Torres, Ugarte, De La Cruz, Varela, Torreira, Gomez, Sosa, Rodriguez, Araujo, Cavani, De Arrascaeta, Coates. Ct: Diego Alonso

REPUBBLICA DI COREA (4-2-3-1): S.G. Kim; M.H. Kim, Kim, Y.G. Kim, Kim; I.B. Hwang, W.Y. Jung; S.H. Na (75' K.I. Lee), J.S. Lee (74' J.H. Son), Son; U.J. Hwang (74' G.S. Cho). A disposizione: C. Hong, Hwang, Y.M. Cho, S.H. Paik, W.Y. Jeong, M.K. Song, B.K. Song, J.G. Yoon, T.H. Kim, C.H. Kwon, K.W. Kwon, J.H. Son, K.I. Lee, H.W. Jo, G.S. Cho. Ct: Paulo Bento

Marcatori: nessuno

Ammoniti: 56' Caceres (U), 89' G.S. Cho (C)

Arbitro: Clement Turpin (Francia)

Portogallo-Ghana 3-2

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Cristiano Ronaldo festeggia dopo il rigore trasformato

Gli uomini di Fernando Santos scendono in campo determinati ad imporre la propria superiorità tecnica ma le Black Stars non ne vogliono sapere. Nonostante il pressing a tutto campo e la grande determinazione dei lusitani, la diga del Ghana non crolla. La partita la fa il Portogallo con gli africani che si affidano solo ad occasionali ripartenze. La mole di gioco fatica a tradursi in occasioni pericolose, con CR7 e Joao Felix poco cinici di fronte alla porta. Ogni tanto Ronaldo riesce a liberarsi, come al 14°, quando sale in cielo e prova a schiacciare di testa, mancando però la porta. CR7, in effetti, un gol l'aveva anche segnato ma l'arbitro americano annulla per un fallo sul difensore ghanese (decisione piuttosto discutibile).

Al ritorno dagli spogliatoi il Portogallo parte piano. Il Ghana ne approfitta e riesce finalmente a rendersi pericoloso. Dopo qualche attacco velleitario, al 56' il centrocampista dell'Ajax Kudus riesce a liberare un tiro che Diogo Costa sventa senza problemi. Al 62' il momento chiave della partita: penetrazione di Ronaldo in area, il contatto col difensore è leggero ma c'è, CR7 si lascia cadere. Rigore. L'ex Juventus e Man United si presenta sul dischetto e la batte forte: Ati-Zigi intuisce ma non ci può arrivare. Cristiano è l'unico giocatore ad aver segnato in cinque mondiali consecutivi. Rigorino o no, il Portogallo è avanti. La reazione del Ghana si limita a qualche fiammata ma la sorpresa è nell'aria. Dopo un paio di tiri di Kudus sventati senza problemi, è ancora lui a mettere un passaggio al centro, dove Andre Ayew approfitta di un intervento scomposto di Pereira e la deposita dietro all'incolpevole Diogo Costa. Tutto da rifare per i lusitani.

Santos fa scaldare Rafa Leao, l'evanescente Joao Felix teme di tornare in panchina ma finalmente trova spazio sulla destra. Passaggio illuminante e l'avanti dell'Atletico Madrid non perdona: delizioso tocco sotto che vale il 2-1. Il Ghana subisce il colpo ma si scopre troppo: palla persa male a centrocampo, Bruno Fernandes aspetta la corsa di Rafa Leao che fa un gol di quelli che fanno impazzire San Siro. A questo punto le Black Stars si disuniscono e il Portogallo crede che la partita sia finita. Il Ghana però approfitta della confusione per il triplo cambio di Santos e accorcia le distanze. Amnesia collettiva e il nuovo entrato Bukari, tutto solo, segna il raddoppio degli africani. La partita s'incattivisce, trasformando i nove minuti di recupero in una vera e propria battaglia. Alla fine, però, neanche un errore clamoroso di Diogo Costa che all'ottavo di recupero regala una palla d'oro agli africani serve a riportare in parità la partita. Vince il Portogallo con qualche disattenzione di troppo sul 3-1, ma tre punti sono sempre tre punti.

Il tabellino

PORTOGALLO (4-4-2): Diogo Costa; Cancelo, Ruben Dias, Pereira, Raphael Guerreiro; Otavio (55' William Carvalho), Bruno Fernandes, Ruben Neves (77' Leao), Bernardo Silva (87' Palhinha); Joao Felix (87' Joao Mario), Cristiano Ronaldo (89' Ramos). A disposizione: Diogo Dalot, Vitinha, Palhinha, Lima Ferreira (Pepe), Ramos, Silva, William Carvalho, José Sá, Rui Patricio, Leao, Horta, Joao Mario, Mendes, André Silva, Nunes. Ct: Manuel Fernando Santos

GHANA (5-4-1): Ati-Zigi; Seidu (66' Lamptey), Djiku (90+2' Semenyo), Amartey, Salisu, Baba Rahman; Kudus (77' Bukari), Partey, Samed (90+2' Kyereh), Ayew (77' J. Ayew); Inaki Williams. A disposizione: Sulemana, Owusu, Semenyo, Danlad, Afriyie, Ayew, Aidoo, Kyereh, Bukari, Odoi, Fatawu, Lamptey, Mensah, Nurudeen, Sowah. Ct: Nana Otto Addo

Marcatori: 65' Cristiano Ronaldo (rig) (P), 75' Ayew (G), 79' Joao Felix (P), 82' Rafa Leao (P), 89' Bukari (G)

Ammoniti: 45+1' Kudus (G), 48' Ayew (G), 57' Seidu (G), 90' Pereira (P), 90' Williams (G)

Arbitro: Ismail Elfath (Stati Uniti)

Brasile-Serbia 2-0

Richarlison segna il 2-0 contro la Serbia
Richarlison segna in rovesciata il gol del 2-0

Il big match della giornata è sicuramente quello della sera all'Iconic Stadium di Losail. Di fronte la favorita d'obbligo per la vittoria a Qatar 2022, il Brasile pentacampeon e la squadra che schiera il maggior numero di giocatori della Serie A, la Serbia. Se la Seleçao è un mix mirabile di concretezza europea e calcio bailado, gli slavi del sud possono rispondere colpo su colpo in fatto di fisicità e talento. Fin dal fischio d'inizio si capisce come andrà questa sera: Brasile a trazione anteriore, Serbia che aspetta in difesa, puntando sulle ripartenze per prendere d'infilata la retroguardia sudamericana. Più facile a dirsi che a farsi, specialmente quando davanti hai gente come Vinicius Junior ed un certo Neymar. Ti aspetti fuochi d'artificio ma il primo tempo sicuramente delude. Poche emozioni, poche occasioni in grado di impensierire il portiere del Toro Milinkovic-Savic. Grande intensità dell'undici di Stojkovic, che non ha impensierito troppo Alisson ma è riuscito a tenere aperta una partita sulla carta improponibile.

Al rientro in campo si capisce subito che il Brasile non ha più voglia di scherzare. Dopo qualche minuto d'assestamento, la Seleçao alza il ritmo ed inizia ad aumentare la pressione sulla retroguardia serba. Le occasioni si moltiplicano, chiamando in causa il portiere slavo, che si supera in più occasioni. Prima mette una pezza su Rafinha, liberato da una papera della difesa, poi si ripete più volte nel giro di pochi minuti. Se Neymar non trova la porta, ci va molto più vicino Alex Sandro: il bianconero prende in pieno il palo con un gran tiro da fuori. Alla fine, però, la diga rossa è costretta a crollare: su un'azione confusa, Milenkovic-Savic respinge a fatica un bel tiro di Neymar ma proprio sui piedi di Richarlison. L'avanti del Tottenham, che fino a quel momento non si era mai visto, non può sbagliare: 1-0.

Stojkovic prova a rimescolare le carte, gettando in campo Lazovic e un acciaccato Vlahovic. Il Brasile, però, è inarrestabile: occasioni su occasioni arginate a malapena dalla difesa e da un maestoso Milinkovic-Savic. Anche lui non può niente quando Richarlison, in trance agonistica, piazza un gol tipo Pelè in "Fuga per la Vittoria": rovesciata da urlo che fa esplodere i tifosi verdeoro. A questo punto la Serbia non ne ha più ed è tutto un assolo sudamericano. Ci vogliono le manone di Vanja per evitare un'imbarcata storica. Si chiude tra gli olè dei tanti tifosi della Seleçao, che sicuramente torneranno in albergo contenti. Brasile talvolta travolgente, Serbia non così brutta come potrebbe far pensare il risultato. Con Svizzera e Camerun sarà tutto più semplice. Fermare l'undici di Tite, invece, sembra quasi una mission impossible.

Il tabellino

BRASILE (4-2-3-1): Alisson; Danilo, Marquinhos, Thiago Silva, Alex Sandro; Paquetà (76' Fred), Casemiro; Raphinha, Neymar (81' Antony), Vinicius Junior (76' Rodrygo); Richarlison (81' Gabriel Jesus). A disposizione: Bremer, Dani Alves, Dos Santos, Martinelli Silva, Gabriel Jesus, Alex Telles, Eder Militao, Rodrygo, Everton Ribeiro, Ederson, Antony, Fred, Weverton, Fabinho, Guimaraes. Ct: Tite.
SERBIA (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Veljkovic, Milenkovic , Pavlovic; Zivkovic (57' Radonjic), Lukic (66' Lazovic), Gudelj (57' Ilic), Mladenovic (66' Vlahovic); Tadic, Milinkovic-Savic; Mitrovic (85' Maksimovic). A disposizione: Babic, Vlahovic, Mitrovič, Racic, Maksimovic, Rajkovic, Jovic, Djuricic, Grujic, Erakovic, Dmitrovic, Kostic. Ct: Dragan Stojkovic.

MARCATORI: 62' Richarlison (B), 73' Richarlison (B)

AMMONITI: 8' Pavlovic (S); 49' Gudelj (S); 65' Lukic (S).

ARBITRO: Alireza Faghani (Iran

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