Camorra, 41 arresti a Napoli Due cantanti neo melodici inneggiavano al "capo clan"

I carabinieri hanno fermato 41 affiliati della camorra. Indagati anche due cantanti neo melodici accusati di istigazione a delinquere. Foto

Camorra, 41 arresti a Napoli Due cantanti neo melodici  inneggiavano al "capo clan"

Nuova operazione per i carabinieri della Compagnia di Torre del Greco, in provincia di Napoli, che questa mattina hanno eseguito 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di 41 affiliati a due dei clan della camorra in lotta per il controllo degli affari illeciti a Ercolano.

Gli arrestati, dei clan Ascione-Papale e Iacomino-Birra, sono accusati di associazione di tipo mafioso, estorsione, omicidio, violazione alla legge sulle armi, rapina e spaccio di droga. Nel corso delle indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, i militari hanno anche identificato gli autori dell’omicidio di Raffaele Filosa, avvenuto a Ercolano l’8 luglio 2001, e del tentato omicidio di Vincenzo Durantini nel dicembre 2010. Tra le persone arrestate, tra cui quattro donne, 21 erano libere ma 20 erano già già detenute in carcere. L'operazione è frutto di indagini durate 14 mesi con intercettazioni ambientali e telefoniche.

Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati, in via preventiva, beni mobili e immobili per un valore di 10 milioni di euro. Inoltre, i carabinieri hanno identificato i soggetti coinvolti nel traffico di armi durante e scoperto due filoni estorsivi ai danni di commercianti del luogo, che venivano continuamente sottoposti al pagamento del pizzo. In quest'indagine sono indagati anche due cantanti neo melodici, accusati di istigazione a delinquere. In base da quanto affermato dalla Procura di Napoli, sembrerebbe che con i testi delle loro canzoni e le immagini dei loro video, i cantanti avrebbero inneggiato alla camorra esaltandone atteggiamenti e abitudini. Uno dei due cantanti indagati è Lello Liberti, autore della canzone Il capoclan. La Procura aveva richiesto l’arresto per Liberti, ma il gip non l'ha concesso. Secondo i pm, la canzone vuole far credere che la camorra sia un fenomeno positivo, una fonte di aiuto per le famiglie povere e sfortunate.

Nel testo della canzone si legge che: "per onore il capoclan nasconde la verità: è un uomo serio, non è vero che è cattivo". Per i pm, inoltre, la canzone spinge a ritenere giusto l’omicidio di chi tradisce o si pente".

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