Casini loda Monti (e Bersani) "Sottosegretari? Solo tecnici" L'Idv: "Corsa alle poltrone"

Continua a tenere banco la discussione politica sulle nomine dei nuovi sottosegretari. L'Idv dà la colpa del ritardo ai partiti, mentre l'Udc assicura: saranno tutti tecnici. E Gasparri ribadisce il no ai politici non eletti

Casini loda Monti (e Bersani) "Sottosegretari? Solo tecnici" L'Idv: "Corsa alle poltrone"

A margine del congresso cittadino del partito all’hotel Michelangelo di Milano Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, dà la sua lettura sulla situazione attuale, parlando della Lega all'opposizione, di Fiat e del futuro politico del Paese. Ma a interessare maggiormente è il commento sulle nomine (per ora mancate) dei sottosegretari, discorso che attraverso tutti i partiti.l

Casini appoggia il nuovo esecutivo, e sottolinea come "in base al sostegno al governo Monti si delineeranno i prossimi schieramenti elettorali". E a chi gli chiede come mai al cambio al vertice non sia seguito un miglioramento della situazione della Borsa italiana risponde che era illogico "pensare che Monti avesse la bacchetta magica". "Uscito Berlusconi dal governo non è che ne sono usciti anche i problemi. Sarebbe stato troppo facile. Io - ha aggiunto - ho sempre detto che il problema non era 'solo' Berlusconi".

Casini non si limita a elogiare il Professore ma loda anche Pierluigi Bersani e del segretario del Pd dice un gran bene, ricordando come "la scelta di appoggiare il governo Monti" sia stata una decisione "di grande responsabilità", che ha evitato "la vittoria dell'alleanza di Vasto alle elezioni".

Qualche commento lo dedica anche alla Lega e al suo recente passaggio all'opposizione. E se nei giorni scorsi Umberto Bossi aveva parlato del nuovo esecutivo e descrivendolo senza troppi giri di parole come "uno schifo, che non durerà fino al 2013"  bollando anche le dimissioni rassegnate dall'ex premier Silvio Berlusconi come un tentativo di salvare le proprie aziende e pensare quindi più al proprio tornaconto che non "a un gesto responsabile per il Paese", come lo stesso premier aveva definito la sua scelta, Casini sottolinea che Bossi non si è mosso di una virgola dalla sua indole "un po' colorita". Il leader dell'Unione di Centro auspica poi quella leghista sia "una opposizione costruttiva". "Non credo che il nord, che non chiedeva i ministeri a Monza ma la risoluzione dei problemi veri, possa vedere una azione stonata della Lega che non avrebbe senso anche perchè ha governato quattro anni", continua Casini, e poi affonda: "Se siamo in queste condizioni è anche per merito della Lega. Mi auguro che la Lega ragioni e so che Bossi alla fine è uno che ragiona. Non credo possa permettersi solo di urlare".

Le preoccupazioni di Casini sono non solo in merito al nuovo assetto politico, ma anche economiche e quindi ecco spuntare il tema Fiat. "Il ministro Passera ha avviato un tavolo", osserva il leader dell'Udc, preoccupato "per quello che si vede e cioè che la Fiat se ne vada dall'Italia o se ne sia già andata".

Ma a interessare maggiormente è la questione dei sottosegretari. Sulla mancata discussione a riguardo nel consiglio dei ministri di ieri, in serata Corrado Clini, ministro per l'ambiente, aveva fatto presente che della faccenda si starebbe occupando Monti direttamente. E Casini a riguardo si mostra perfettamente tranquillo. Il leader Udc sottolinea come quello guidato da Monti sia "un governo di natura tecnica", e dà quindi per assunto che la partita dei sottosegretari "è chiusa, perché non è mai stata aperta", perché i ministri saranno anch'essi tutti tecnici. "I vertici sui sottosegretari", quindi, "non ci debbono essere e non servono". Serve invece che il premier parli con i partiti "sulle questioni politiche, tipo l'illustrazione dei provvedimenti economici" o la "politica internazionale", mentre discutere dei sottosegretari sarebbe "una cosa inutile".

La situazione però, nonostante le parole di Casini, sembra tutt'altro che facile, e se dal leader dell'Udc arriva il placet a Monti e l'invito che si potrebbe tradurre con un "lasciamolo lavorare in pace", gli esponenti di altre compagine sono meno accomodanti. E allora Maurizio Gasparri ricorda come il Pdl abbia già "acconsentito a fare un passo indietro", sottolineando però che "non accetterà che ci siano sottosegretari presi tra i politici non eletti" e dichiarandosi un "fautore del fatto che nessuno politico debba stare nel governo tecnico" per non creare "dei problemi nei rapporti tra esecutivo e parlamento". Il segretario del Pdl, Angelino Alfano sdrammatizza però e ricorda come quella dei sottosegretari "non sia l'emergenza".

Il "no" a nomi politici tra i sottosegretari tiene banco dunque e Felice Belisario (Idv) punta il dito contro "l’indegna gazzarra di alcuni partiti per un posto di sottosegretario in più o in meno", che "sta costringendo il presidente Monti a una serie di ritardi insopportabili", contro "la solita fame di poltrone da vecchissima politica", rimarcando come l'Italia dei Valori abbia chiesto solo di fare presto con le misure per il Paese.

E conclude: "Se è in atto la nascita di una maggioranza politica, i partiti che stanno compiendo questa operazione lo dicano in fretta" Un'ipotesi, quella della creazione di una nuova maggioranza che è rimarcata anche dallo stesso Antonio Di Pietro, che parla di "una maggioranza politica fra Pd, Pdl e Udc".

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