La Cassazione "apre" alla scarcerazione di Bruno Contrada

I giudici della Suprema corte hanno annullato con rinvio il provvedimento del tribunale di sorveglianza di Palermo con cui era stato negato il differimento della pena. Il legale dell'ex 007: «Spero che torni libero e che si riconosca l'errore giudiziario di cui è vittima»

La Cassazione ha detto sì. Le condizioni di salute di Bruno Contrada vanno riconsiderate, e va soprattutto presa in considerazione la possibilità di concedere all'ex funzionario del Sisde - 78 anni a settembre - il differimento della sua malattia, non sussistendo altri motivi per il «no» e meno che mai la «pericolosità sociale».
La prima sezione penale della Suprema corte ha annullato, con rinvio al Tribunale di sorveglianza di Palermo, il provvedimento con cui lo stesso Tribunale di sorveglianza aveva concesso all'ex 007 - che deve scontare dieci anni per concorso esterno in associazione mafiosa - solo un prolungamento di nove mesi degli arresti domiciliari.
Un punto importante a favore della difesa dell'ex 007. Del resto, la stessa accusa, esaminati gli atti, aveva chiesto ai giudici di accogliere il ricorso presentato dall'avvocato di Contrada, Giuseppe Lipera, evidenziando che «il Tribunale (di sorveglianza, ndr) senza adeguata motivazione ha ritenuto che la pericolosità sociale del condannato impedisse la concessione del differimento della pena facendo soltanto riferimento a un precedente provvedimento emesso dal Tribunale di sorveglianza di Napoli e senza operare un riferimento agli atti concreti del procedimento».
Soddisfatto l'avvocato Lipera, che ha presentato una nuova istanza di differimento della pena: «È la seconda volta che la Corte suprema di Cassazione interviene su Bruno Contrada annullando, prima quello di Napoli e adesso quello di Palermo, il provvedimento del Tribunale di sorveglianza che denega il differimento pena, cioè la sua liberazione. Non posso che essere soddisfatto, anche perché confortato dalla requisitoria scritta del Pg dello stesso supremo collegio, che parimenti aveva chiesto l'annullamento del provvedimento. La mancanza di pericolosità sociale dell'ex dirigente generale della polizia di Stato del resto era stata certificata da precisa nota info-investigativa del questore di Palermo. Chiederò adesso al tribunale di sorveglianza di Palermo di adeguarsi alla decisione dei giudici di legittimità- Spero che prima che Bruno Contrada lasci questa terra non solo sia libero, ma venga riconosciuto il terribile errore giudiziario in suo danno».
Contrada attualmente si trova agli arresti domiciliari nella sua casa di Palermo.

Dei dieci anni che gli sono stati comminati per concorso esterno in associazione mafiosa ha già scontato 31 mesi e sette giorni di carcerazione preventiva e circa un anno, nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, dopo che la sentenza è diventata definitiva.

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