Castellammare di Stabia, polemica per l'inchino al boss alla festa di San Catello

A Castellammare di Stabia, ogni anno la statua del patrono San Catello si ferma e s'inchina davanti al boss Raffone. Lite tra il vescovo e il sindaco, che si toglie la fascia tricolore e abbandona la processione GUARDA IL VIDEO

Castellammare di Stabia, polemica per l'inchino al boss alla festa di San Catello

Il dito del boss che ferma la processione di San Catello, patrono di Castellammare di Stabia. La statua del patrano che fa una breve sosta a pochi metri dalla casa di Renato Raffone, conosciuto come "Battifreddo", condannato per affiliazione al clan D’Alessandro.

Il tutto è avvenuto mentre la rappresentanza del clero, che precedeva la statua, proseguiva verso il centro storico. L’arcivescovo di Sorrento-Castellammare, monsignor Felice Cece, non si è accorto di quanto stava accadendo. Ma l'episodio è bastato per mandare su tutte le furie il sindaco Luigi Bobbio, ex pm della Dda, che si era già recato dalla polizia per concordare con l’arcivescovo un percorso che impedisse l’inchino dei portatori della statua del Santo al boss. Un inchino che era stato fatto anche l'anno scorso. 

"La cosa era preordinata - ha detto il sindaco in una conferenza stampa - la città e la Chiesa non possono continuare a restare ostaggi di questa cultura che prevede la sottomissione ad un boss. E per questo chiedo una verifica sui portatori che si sono di fatto "impossessati" della statua anche violando le disposizioni del Vescovo. E chiedo anche una verifica sull’adeguatezza del comportamento del pregiudicato Renato Raffone che, sottoposto a regime di arresti domiciliari, ha agito in questo modo indecente"

L'episodio si è ripetuto e il sindaco ha ritirato, come fece l'anno scorso, il Gonfalone del Municipio e si è tolto la fascia tricolore per uscire dalla processione. Raffone, dal suo balcone di casa, lanciava intanto invettive contro le autorità che hanno seguito il sindaco. Poco dopo, nella sede del Comune, Bobbio ha mostrato ai giornalisti un video, consegnato anche alla polizia, per spiegare il suo gesto.

"Poiché ho individuato in alcuni portatori la responsabilità dell’accaduto, restare sarebbe stato come mettermi al loro seguito. Nessuna intenzione di mancare di rispetto al Santo o al Vescovo, che stimo profondamente. Gli chiederò al più presto un incontro perché si possa insieme risolvere il problema e affinché mai più accadano queste cose", ha dichiarato il sindaco.



Che poi ha aggiunto: "Sono uscito dalla processione portando via il gonfalone del Municipio e togliendo la fascia tricolore e le autorità presenti mi hanno seguiti, perché non era possibile tollerare quello che è accaduto. Ma non c’è nessuna lite con il vescovo, che, anzi, stimo e apprezzo per come ha organizzato la processione del santo patrono".

 

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