Il Cav punta sulla famiglia: no ai matrimoni gay "Il comunismo ideologia disumana e criminale"

Oggi come nel 1994 il premier in campo contro le "forze dell'odio" in difesa dei valori cristiani: no all'equiparazione delle coppie gay alle famiglie naturali, divieto di adozione per i single, nuove politiche fiscali per le famiglie. Berlusconi rilancia le riforme: "Senza Fini ora possiamo farle"

Il Cav punta sulla famiglia: no ai matrimoni gay 
"Il comunismo ideologia disumana e criminale"

Roma -Nel 1994 c'era il rischio serio che il comunismo prendesse il potere in Italia. Oggi come allora le stesse "forze dell'odio" stanno cercando di distruggere i valori del nostro Paese. Davanti a questo pericolo il premier Silvio Berlusconi ha compattato la maggioranza e ha rilanciato l'azione di governo per fare quelle riforme che ammodernizzano il Paese. "I comunisti in Europa nel tempo si sono trasformati in laburisti in Gran Bretagna e in socialdemocratici in Germania - avverte il Cavaliere - quelli di casa nostra erano e sono tutt’ora comunisti". Ora che anche "Fini e i suoi" hanno lasciato, il premier assicura che il governo può lavorare per rendere "l'Italia più libera". 

L'azione di governo per le riforme Berlusconi si lascia alle spalle gli attacchi dell'opposizione e guarda al futuro. Ora bisogna andare avanti: lavorare per riformare l'Italia. "Il governo è saldo e continuerà a lavorare per tutta la legislatura, fino al 2013 - assicura il Cavaliere - per completare il programma di riforme". Mentre la diaspora dei finiani è definitivamente finita e il disegno poilitico del presidente della Camera si ormai polverizzato, Berlusconi assicura che "la maggioranza si rafforza giorno dopo giorno". E dall'altra parte? "Le forze di opposizione non hanno leader, programmi, idee", puntualizza il presidente del Consiglio. D'altra parte, Berlusconi lo dice chiaramente: "Noi andiamo avanti e vinceremo la sfida della modernizzazione del nostro Paese, lo faremo grazie ai nostri valori e all’entusiasmo di tanti giovani che vogliono un’Italia più libera".

I comunisti al governo Se al centro del programma di governo c'è la costruzione di un'Italia più libera, al centro del programma del comunismo c'è invece "un'ideologia disumana". Berlusconi ricorda come già nel 1994 chi non aveva mai pensato di fare politica sentì che quest'ideologia, "disumana e criminale", avrebbe potuto prevalere in Italia. Da qui la necessità di schierarsi in prima persona. "Tutti mi sconsigliavano - ricorda Berlusconi - mi avvertirono che la sinistra italiana e i giudici ne avrebbero inventate di tutte". Berlusconi avvertiva questo pericolo, soprattutto dopo che il politologo Giuliano Urbani gli illustrò il rischio che il Pds, "con il 30 per cento dei voti, ottenesse l’80 per cento dei seggi. Per questo il premier fondò Forza Italia e si alleò con tutte le forze anticomuniste. A distanza di diciassette anni, però, si concretizza lo stesso pericolo.

La difesa dei valori cristiani Per questo, il Cavaliere assicura che il proprio governo difenderà i valori fondanti del nostro Paese, quei Paesi che, invece, la sinistra vorrebbe distruggere: le coppie omosessuali non saranno mai equiparate alle famiglie e non saranno autorizzate le adozioni ai single. E anora: non solo non verrà mai introdotta una patrimoniale, ma il governo si impegna anche ad "adottare politiche fiscali a favore delle famiglie". Insomma, il Cavaliere si pone come argine a quella cultura che sin dalla scuola pubblica "gli insegnanti inculcano ai ragazzi valori diversi da quelli delle loro famiglie". E in questo senso andranno le riforme che il goevrno attuerà da qui alla fine della legislatura.

Dopo la diaspora di Futuro e Libertà, il governo potrà portare avanti quelle riforme che "Fini e i suoiimpedivano di portare avanti". In primis, la legge sulle intercettazioni: "Non c’è libertà in un Paese in cui appena si alza la cornetta del telefono altre persone ascoltano e dove le persone possono essere manipolate".

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica