Caro-voli, quali sono le tratte che costano di più (e meno) rispetto al 2023

Non prevalgono soltanto aumenti sul prezzo dei voli nei primi cinque mesi di quest'anno e nel periodo estivo: ecco le maggiori variazioni sui singoli scali aeroportuali italiani

Caro-voli, quali sono le tratte che costano di più (e meno) rispetto al 2023
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Rincari sì, ma non per tutti: se è vero che nel periodo estivo (da giugno a settembre) si registra un fisiologico aumento medio sul prezzo dei biglietti aerei per una maggiore richiesta, ci sono alcuni scali aeroportuali italiani che mostrano un'inversione di tendenza rispetto agli stessi periodi del 2023. Il caro-voli riguarda essenzialmente chi parte dai maggiori aeroporti del Veneto (Venezia, Verona e Treviso) e Cagliari: al contrario, importanti risparmi per chi parte da Ancona, Pescara e Rimini.

Dove costano di più

L'analisi effettuata dal Corriere della Sera si basa innanzitutto sulle partenze che riguardano le tratte di tutte le compagnie aeree sul territorio nazionale e sui biglietti in classe economy senza contare i servizi extra. Da questo punto di vista, come anticipato, nei primi cinque mesi di quest'anno costa fino al 71% in più volare da Cagliari, +39% per chi parte da Venezia e +37% chi decolla da Verona. Subito dietro Lampedusa, Bari e Lamezia Terme con una media nazionale, come abbiamo visto nei giorni scorsi, che si attesta a rincari che sfiorano il 20%.

La stessa operazione è stata fatta per capire quali sono i rincari sul quadrimestre estivo giugno-settembre 2024 sempre in riferimento ai prezzi praticati nel 2023 nello stesso periodo dell'anno. Anche stavolta, è emerso che il Veneto ha subìto i rincari maggiori con lo scalo di Treviso al primo posto sul caro-voli per viaggiare in Italia con un +65%, al secondo posto ritroviamo Cagliari con il +43%, terza posizione per Crotone con aumenti intorno al 36-37%. La media nazionale cresce, è vero, ma non tantissimo: i rincari si attestano intorno al 6-7%.

Da dove si paga meno

Buone notizie, invece, per chi parte dai seguenti scali italiani: nel periodo gennaio-maggio 2024 hanno fatto registrare le maggiori flessioni Ancora con un -60%, poi ecco Pescara con -32% e Rimini con cali intorno al 60%. Per quanto riguarda l'estate (da giugno a settembre), rispetto all'anno scorso costa di meno viaggiare (in Italia) dall'aeroporto di Olbia con un -34%, poi ecco Reggio Calabria e Rimini con diminuzione dell'ordine del 20%. Da segnalare anche il -7% di Milano Malpensa.

Cosa succede con l'Europa

Lo stesso discorso sul caro-voli vale anche per le tratte internazionali da intendere soltanto con il continente europeo visto che sono molto pochi gli aeroporti italiani che hanno abitualmente voli intercontinentali. Secondo l'analisi del Corriere, nei primi cinque mesi del 2024 costa di più viaggiare da Lamezia Terme con aumenti vicini al 30%, +20% per Torino e intorno al +12% da Venezia. La media Italia-Europa mostra un segno positivo davanti ma con percentuali intorno al 3-4%. Al contrario, è costato meno viaggiare da gennaio a maggio da Rimini, Alghero e Catania Fontanarossa con percentuali sui prezzi dei biglietti più basse tra il 18 e 22%.

Sul quadrimestre estivo, voli tra Italia ed Europa più cari con Torino al primo posto e un rincaro del +23% rispetto al 2023. A seguire ecco Pescara con il +20% e Alghero con un 18% in più seguita, ancora una volta, da Cagliari con +17% e Forlì (stessa percentuale). Segnano un calo, invece, Catania (-21%), Napoli (-20%) e a sorpresa anche Milano Malpensa e Roma Ciampino con un -20%.

Gli esperti spiegano che si potrebbe trattare di un fisiologico calo dopo gli enormi aumenti del 2023 specialmente dai grandi scali e una dimunizione quest'anno anche per una richiesta minore rispetto a quella prevista.

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