Quota 103, conti corrente e cedolare secca. Ecco su cosa sta lavorando la Manovra

Nell'attesa di vedere la versione definitiva della legge di bilancio Giorgia Meloni ha specificato che non verrà effettuato alcun prelievo sui conti correnti. Mentre sul fronte pensioni sta passando la liena delle Lega su Quota 103, infine si tratta ancora per la cedolare secca

Quota 103, conti corrente e cedolare secca. Ecco su cosa sta lavorando la Manovra
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Dopo diverse bozze circolte nei giorni scorsi la legge di Bilancio sta arrivando alle battute finali. Nel'attesa di vedere la versione definitiva il premier Giorgia Meloni ha specificato che non verrà effettuato alcun prelievo sui conti correnti. Mentre sembra che sul fronte pensioni stia passando la liena delle Lega su Quota 103, infine si tratta ancora sul fronte della cedolare secca.

Quota 103

Secondo l’intesa raggiunta dalla maggioranza, Quota 103 avrebbe una finestra per l’uscita che cambia tra pubblico e privato. Resterebbero invariati i requisiti di 62 anni di età e 41 di contributi. Nel momento in cui i dipendenti privati raggiungeranno le caratteristiche necessarie potrebbero dover aspettare sei mesi per l’assegno mentre quelli pubblici nove mesi. In questo frangente scompare Quota 104. La pensione anticipata verrà calcolata con il calcolo contributivo per un valore lordo mensile non superiore a quattro volte il trattamento minimo previsto a legislazione vigente. Complessivamente l’assegno potrebbe essere di 2.250 euro al massimo poiché la pensione minima ammonta a 565 euro.

I pignoramenti

In merito ai pignoramenti telematici il Presidente del Consiglio dei Minstri Giorgia Meloni ha ribadito che non verrà fatto alcun prelievo sui conti correnti e ha affermato: "E' già previsto che l'Agenzia delle Entrate possa pignorare i conti correnti, l'ha fatto il precedente Governo. Nella legge di bilancio non è stata prevista alcuna norma che prevede di poter prelevare direttamente dai conti correnti. Ho chiarito che, rispetto a una polemica che era diventata oggetto di dibattito, questa misura non è prevista. Non è all'ordine del giorno".

Dal superbonus alla cedolare sugli affitti brevi

Per quanto riguarda la vendita di case ristrutturate dal mese di gennaio 2024 le plusvalenze riferite agli immobili su cui sono stati effettuati interventi con il Superbonus terminati da non più di cinque anni non verranno classificati nei “redditi diversi”. Di conseguenza il 26% delle tasse verrà calcolato non più sulla plusvalenza, quindi con sconto del costo della ristrutturazione, ma su quella totale. Da questo calcolo vengono esclusi gli immobili acquisiti tramite successione e destinati alla prima casa per la maggior parte dei cinque anni precedenti.

Per quanto riguarda la tassazione su b&b e affitti brevi, la manovra parla di “modifica della disciplina fiscale sulle locazioni brevi”. Questa misura potrebbe includere un incremento della cedolare secca attualmente pagata su questo tipo di affitti e passare dal 21% al 26%. Va poi posta attenzione all’articolo 19 che si intitola “Modifiche alla disciplina fiscale sulle locazioni brevi e sulle plusvalenze in caso di cessione a titolo oneroso di beni immobili”, questo potrebbe comportare una risalita della cedolare secca dal 21% al 26% per chi affitta la propria abitazione per brevi periodi o come“casa vacanze” o altre forme di ricezione a scopo turistico. In merito alle case green ci sono delle modifiche. La detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di immobili di nuova costruzione e in classe energetica A o B terminerà nel 2023 ma potrebbero esserci delle proroghe all’interno della legge di Bilancio. In merito all'’imposta sul valore degli immobili situati all’estero per i residenti in Italia passa dallo 0,76% all’1,06%. In merito alle novità sui bonus casa è presente l’aumento della ritenuta d’acconto sui bonifici parlanti, ovvero uno dei pochi metodi di pagamento che permettono di avere traccia sia dei dati del destinatario che del contribuente che ha sostenuto le spese, utile per richiedere le detrazioni.

Fondo disabilità: incremento di 85 milioni dal 2026

Rispetto al testo circolato ieri, nell'ultima bozza della legge di bilancio di oggi compaiono modifiche sul 'Fondo unico per l'inclusione delle persone con disabilità' (art. 40). "A decorrere dal 1° gennaio 2024 è istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, per il successivo trasferimento al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri, il Fondo unico per l'inclusione delle persone con disabilità con una dotazione di euro 231.807.485 euro annui a decorrere dall'anno 2024". Nella precedente bozza si prevedeva "una dotazione di euro 581.807.485 per ciascuno degli anni 2024 e 2025, euro 666.807.485 per l'anno 2026 ed euro 616.807.485 annui a decorrere dal 2027". Inoltre, compare il comma 6, nel quale si legge che "il Fondo è incrementato di 85 milioni di euro a decorrere dall'anno 2026".

Inoltre nell'ultima bozza della manovra nell'articolo 38 si legge che dal calcolo dell'Isee "sono esclusi, fino al valore complessivo di 50.000 euro, i titoli di Stato" nonché "prodotti finanziari di raccolta del risparmio con obbligo di rimborso assistito dalla garanzia dello Stato".

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