Esenzione Imu case occupate: cosa significa e chi non deve pagarla

Il governo ha preso posizione in favore dei proprietari di immobili occupati. A partire da gennaio potranno ritenersi esenti dall’Imu. Ecco cosa fare

Esenzione Imu case occupate: cosa significa e chi non deve pagarla

Il fenomeno dell’occupazione di immobili ha assunto proporzioni tali da spingere il governo a prevedere, nella legge di Bilancio, una misura per sostenerne i proprietari. Si sta parlando della fattispecie di chi ha un immobile occupato illegalmente e non si sta parlando di persone che affittano casa volontariamente, non registrando il contratto, salvo poi correre ai ripari sostenendo che l'inquilino, a cui si sono fornite le chiavi e da cui si sono percepiti soldi in nero, ha occupato casa.

Nel caso specifico di occupazione di immobili si parla dell’esenzione Imu, dal cui versamento è esentato chiunque dovesse trovarsi nella condizione vera di non potere disporre del proprio immobile.

Esenzione Imu case occupate, come funziona

Per potere usufruire di questa misura è necessario che il proprietario dell’immobile abbia sporto la denuncia di rito. Questo è un requisito imprescindibile al quale, all’occorrenza, potranno aggiungersi maggiori dettagli quando le Camere avranno approvato la legge di Bilancio 2023, promuovendo eventuali emendamenti.

Le modalità mediante le quali il proprietario dell’immobile può avvalersi dell’esenzione Imu non sono ancora note ma, essendo un’imposta locale, sarà probabilmente compito delle amministrazioni comunali attivare un canale apposito.

Occorre quindi sapere come muoversi e, di fatto, le vie percorribili dal proprietario di un immobile occupato sono tre.

Cosa deve fare il proprietario di un immobile occupato

Come detto, è necessario che il proprietario faccia una denuncia e, a sua disposizione, ha tre percorsi:

  • Sporgere una querela per il reato di invasione
  • Adire il tribunale per un’azione di reintegro del possesso
  • Promuovere un’azione di rivendicazione

Si tratta di opzioni che non cozzano una contro l’altra e possono quindi essere intraprese contemporaneamente. Per ottenere l’esenzione dall’Imu è sufficiente la prima, ossia la querela per il reato di invasione di immobili.

Una denuncia che può essere sporta presso la Polizia di Stato ed è fondamentale anche per l’avvio delle indagini di rito che possono portare al rinvio a giudizio dell’occupante. Tuttavia, da sola, questa azione non è sufficiente a rientrare in possesso dell’immobile: il giudice si limita a condannare l’abusivo e, per il passo successivo, è necessaria l’azione per il reintegro del possesso.

L'occupazione illegale deve essere vera e non una mistificazione dei fatti perché, se si dovesse sporgere querela sostenendo il falso, ciò comporterebbe ricevere una controquerela per calunnia.

Come rientrare in possesso dell’immobile

Occorre rivolgersi al tribunale competente, i termini decorrono dal momento in cui il proprietario è venuto a conoscenza dell’occupazione e, secondo l’articolo 1168 del Codice civile, i termini scadono dopo un anno.

Azione questa che può essere fatta da chiunque fosse in possesso dell’immobile prima dell’occupazione. Possesso e proprietà, giova ricordarlo, sono concetti diversi: il proprietario dell’immobile può persino vivere in un altro Stato e ricevere le notizie soltanto in seconda battuta, l’eventuale inquilino che si è trovato la casa occupata è quello che ne ha il possesso, pure non avendone la proprietà.

Se l’occupante dovesse rifiutarsi di lasciare l’immobile anche dopo la sentenza di reintegro, il proprietario dell’immobile dovrà rivolgersi all’ufficiale giudiziario il quale può avvalersi del supporto delle forze dell’ordine.

Scaduti i termini (ossia 12 mesi) il proprietario può procedere con

il rivendicare la proprietà e questo ha effetto sull’occupante anche se nel frattempo ha reso nuovamente disponibile l’immobile, perché il giudice può condannarlo a risarcire il proprietario dell’immobile.

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