Colorato o ipertecnologico Il vestito è un caleidoscopio

Caftani stile Saint Tropez da Blumarine, per Etro abito da sera militare. Iceberg si ispira al football

da Milano

Arancio, rosa. Verde, viola. Sono i colori della prossima estate. Abbinati è meglio, ma anche in tinta unita vanno bene. Se non piacciono, ricordarsi però che gli stilisti (pare si siano messi d’accordo) dicono a gran voce colore colore colore.
La mitica Anna Molinari di Blumarine ha scelto quelli più audaci per abiti e shorts lingerie nei colori fluo con alti bordi di pizzo. Impalpabili kaftani in seta, lunghi o corti, brillano di ricami di paillettes e di vivaci stampe animalier e floreali. «Ho pensato a Saint Tropez - ha detto la stilista -, a quando ci andavo da ragazza. È una moda da usare tutti i giorni». Praticità, quindi. Moda portabile, non solo da notizia. Jil Sander punta su una sovrapposizione di strati con volumi esagerati o ridotti tutti nello stesso capo. I pantaloni sono ampi o aderentissimi, gli abiti pure, spesso velati da poncho di tulle. Il colore è vivace più che mai: rosa shocking, arancio fluo, rosso cremisi. Un abbaglio. Un gioco. Veronica Etro, stilista di Etro, la chiama «la donna caleidoscopio», tanto è eclettica. Le ispirazioni arrivano dal mare, dai minerali, dagli animali, dall’esotismo e persino dal punk. A dir poco divertenti le mini esagerate in seta che replicano antichi costumi cinesi, le marsine militari su abiti da sera, le maglie in nylon trasparente a righe sovrapposte a stampe varie. Paolo Gerani di Iceberg è andato a rubare idee nel mondo del football americano: volumi ampi nelle spalle, fianchi stretti. Il prodotto è uno sport femminilizzato fino a diventare couture tinta di bianco, nero e rosa ma soprattutto oro, spalmato su cotoni, lino e jersey. «È l’ingegneria della maglia - ha detto Gerani -. Super trattata è diventata ciò che si pensava irraggiungibile». Sono i colori del deserto la base di La Perla dove la brava Anna Masotti ha sottolineato la storia del marchio: la lingerie è sempre più in vista con reggiseni sopra gli abiti e corsetti come accessori.

Quelli di Romeo Gigli sono enormi ceste di paglia portate con abiti dalle fantasie che oscillano tra il Giappone e l’America. Sono l’esplosione del mare e del sole le tinte dei bikini di Pin Up: quello della Gregoraci era addirittura da sposa.

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