Comicità involontaria di tre aspiranti «attori di successo»

Tre attori sull’orlo di una crisi di nervi, un telefono che squilla in continuazione, ma al numero sbagliato, un’occasione irripetibile servita dal destino sul classico «piatto d’argento». Dopo una stagione ricca d’impegni, Danilo De Santis, Virginia Raffaele e Francesca Dilani alias «Due interi e un ridotto» presentano sul palcoscenico del teatro Testaccio lo spettacolo Il trio si fa in quattro, il loro nuovo e scoppiettante allestimento diretto da Dosto e tutto giocato sulla lastricata strada verso il successo artistico. Fama e fame, sogni di gloria e bollette da pagare (divertente la partita a carte del trio a colpi di avvisi di condominio e multoni Ztl serviti), ortopanoramiche e annunci criptici («Ma chi l’ha scritto queste cose, Franco Battiato?»), piagnistei, ciocche di capelli in vendita e persino un manuale delle giovani nevrotiche pronto per ogni evenienza. E intanto al piano di sotto un cabarettista vanesio trionfa dappertutto e ai tre sfortunati protagonisti di questa divertente commedia, perennemente al verde, non resta che rispondere con rabbia e frustrazione alle chiamate sbagliate a lui indirizzate. Fino a un annuncio su un giornale. Sta per sbarcare a Roma il famoso e strapagato Trio Barnum, gruppo straniero che somiglia come tre gocce d’acqua agli increduli attori affamati. Dalla lettura all’azione per sfidare la sorte: rapimento, scambio di persona e assegno intascato. Peccato che il piano non sia proprio perfetto e la polizia arrivi a sirene spiegate ma la prima pagina sarà tutta per gli arditi improvvisatori e il mondo dello spettacolo gli spalancherà finalmente le porte del successo. Affiatati, spigliati e camaleontici i «Due interi e un ridotto» regalano un’ora e mezza di buonumore tra comicità di situazione, giochi di parole e nonsense. Eccoli così ripassare gli ultimi dettagli del piano segreto con qualcuno che si accomoda sulla piantina dell’hotel pensando di partecipare ad un pic-nic, eccoli partecipare ad una conferenza stampa farsesca nella quale sono costretti a rispondere a monosillabi alle domande dei giornalisti ed eccoli viaggiare nei dialetti (irresistibile la Raffaele nei panni dell’avvocato accusatore che si esprime in una sorta di latin-pugliese) in un surreale processo tutto da ridere.

Curiosità: a produrre interamente lo spettacolo è la «Girasole» della cantante Giorgia al suo debutto dietro le quinte, complice la parentela con Danilo De Santis (è suo cugino). Lo spettacolo verrà replicato nella sala di Testaccio fino al prossimo 5 febbraio.

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