Per le crociere quarant’anni di crescita senza interruzioni

Dalla sua ripresa, alla fine degli anni ’80, il mercato crocieristico non ha mai smesso di crescere. E anche oggi, in piena crisi economica, la sua vitalità testimonia di un settore sano e con prospettive di crescita. Per concordare sul potenziale di sviluppo basta considerare che non più del 20% degli americani adulti ha trascorso una vacanza in crociera e percentuali più ridotte vanno ascritte a britannici, i più assidui tra gli europei, tedeschi e italiani, che li seguono in classifica. I circa 700mila crocieristi dell’epoca in cui i grandi transatlantici lasciavano il posto alle prime navi progettate non solo per il trasporto ma anche per i viaggi, vent’anni dopo sono diventati 4,5 milioni e oggi sono 27 volte tanto. Stando ai dati di Clia, l’associazione statunitense degli operatori del comparto, entro il 2015 i turisti in crociera saranno almeno 25 milioni. Numeri in crescita di pari passo con l’ampliamento delle flotte, grazie a navi sempre più grandi e con più posti letto. Se oggi l’industria cantieristica risente di una domanda pressoché immobile, conseguenza delle politiche di contenimento e di rinvio degli investimenti da parte degli armatori, che hanno visto ridursi la redditività e trovano difficoltà a finanziare la costruzione di navi del valore di 5-600 milioni di euro ciascuna, nel medio termine il mercato è destinato a riprendere vigore. Intanto, da qui ai prossimi due anni è prevista la consegna di 18 nuove navi a un nutrito gruppo di società armatrici, 10 delle quali acquistate dal sestetto di compagnie di Carnival corporation, detentrice del 55,2% del mercato crocieristico con una flotta di oltre cento unità.
Anche Micky Arison, il patron di Carnival, è convinto della ripresa, come dimostra peraltro il ritorno dei dividendi agli azionisti dopo l’interruzione di un anno. Buono il successo delle nuove proposte commerciali, anche di tipo low cost in base alla mutata predisposizione alla spesa di una clientela che comunque non rinuncia alla vacanza, ma vale soprattutto l’intrinseca competitività di un’offerta che assicura vitto, alloggio e divertimento a 100-150 euro al giorno in un albergo di lusso galleggiante. Secondo una recente indagine condotta dall’università Ca’ Foscari di Venezia, la scelta della crociera, che oggi vede nella famiglia il target primario, e subito dopo gli sposi, si lega soprattutto alla percezione di un prodotto nuovo che favorisce la socializzazione. Guardando alle movimentazioni dei passeggeri, l’Italia risulta al vertice tra i Paesi del Mediterraneo, con un traffico concentrato soprattutto a Civitavecchia, Venezia, Napoli e Genova.

Dopo un 2009 in cui sbarchi di navi e presenze hanno segnato il passo, il movimento crocieristico torna a crescere: la previsione dell’agenzia Cemar è di più di 8,8 milioni di passeggeri e oltre 4.500 toccate nave, per un incremento rispettivo del 5,3% e del 6,8 per cento.

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