
Nuovo colpo di scena nel caso di Garlasco. Nelle conclusioni, lette dall'agenzia Adnkronos, del genetista Carlo Previderé, incaricato dalla Procura di Pavia di analizzare la traccia genetica, viene indicato che sui frammenti delle unghie di Chiara Poggi c'è un Dna maschile "perfettamente sovrapponibile" con quello attribuito dalla difesa di Alberto Stasi ad Andrea Sempio. Questa traccia potrebbe riaprire uno dei casi di cronaca nera più noti d'Italia. Tuttavia, in una tabella contenuta in una consulenza tecnica del novembre 2007 redatta dai Ris di Parma si trova un'informazione opposta rispetto alle conclusioni ottenute da Previderé, la cui relazione risale al 2024 su un campione prodotto dalla difesa di Stasi, che ha prelevato materiale dalla spazzatura di Sempio nel novembre 2023.
Nel documento di Praviderè, che consta di 60 pagine, l'esperto svela come dall'analisi "dei numerosi reperti" consegnati dai carabinieri di Milano "sono emersi cinque differenti aplotipi Y (Dna, ndr), riconducibili a cinque differenti linee maschili". Il genetista indica che le tracce sono state rinvenute sul quinto dito della mano destra e sul primo e quarto della mano sinistra. "La comparazione di quattro di questi aplotipi con quelli parziali ricavati dai margini ungueali ha consentito di escludere che i soggetti (e tutti i loro parenti correlati in linea paterna maschile)", siano venuti a contatto con le mani della vittima. Ma, prosegue Previderé, "uno dei cinque aplotipi ottenuti è risultato perfettamente sovrapponibile" a quello che il consulente Matteo Fabbri ha identificato nei rifiuti di Sempio, che sono stati sottratti da un cucchiaino, una bottiglia e una tazzina.
Sempre nella perizia, si esclude però che la traccia sui frammenti dell'unghia del quarto dito della mano sinistra della vittima sia "riferibile" al (presunto) Sempio e ad Alberto Stasi. Le conclusioni di Previderé faranno probabilmente parte dell'incidente probatorio insieme al Dna prelevato a Sempio il 13 marzo. Ciò che salta all'occhio è che la consulenza di Previderé è datata 5 febbraio 2024: il che significa che la procura sta lavorando da diverso tempo sull'eventuale riapertura del caso di Garlasco. Nel fascicolo è presente anche l'elenco dei reperti su cui la Procura chiede approfondimenti genetici. Ma le conclusioni di Previderé vanno nella direzione opposta di quelle dei Ris. Subito dopo il delitto del 13 agosto 2007, sotto e sulle unghie della vittima, il materiale presente è stato spazzolato, raccolto e analizzato nei laboratori del Ris di Parma, ma il risultato ha restituito solo la traccia genetica di Chiara Poggi. La consulenza del Ris di Parma indica che la totalità delle numerose tracce ematiche presenti nella villetta è riconducibile alla vittima, mentre il dispenser portasapone nel bagno dove l'assassino si lava le mani evidenzia un "contatto digitale relativo allo Stasi".
La Corte d'Assise d'Appello di Milano, nel 2014 nel processo bis contro Stasi aveva incaricato il perito Francesco De Stefano di effettuare tutti gli accertamenti "sui margini ungueali" di Chiara Poggi, "tenuto conto delle più avanzate tecniche adottabili, allo scopo di individuare se possibile la natura e la riferibilità di tali reperti".
Ma quelle indagini portano alla distruzione dei campioni e, di conseguena, i periti di oggi dovranno limitarsi ad analizzare i dati emersi dall'analisi dei loro colleghi nei 2014, senza possibilità di replicare i test.- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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