
I problemi di salute, per il momento, sembrano superati. Entro poche ore Davide Lacerenza dovrebbe tornare agli arresti domiciliari nella sua abitazione milanese dopo aver trascorso tre giorni al Policlinico a seguito dell’ischemia transitoria che l’aveva colpito lunedì notte: un malore non grave quanto un vero e proprio ictus cerebrale, ma che comunque rappresenta per il titolare della Gintoneria (il locale in via Napo Torriani ora sotto sequestro e con licenza definitivamente revocata dal questore di Milano) un campanello di allarme da non sottovalutare.
Lacerenza, 59 anni, è indagato (insieme con la socia Stefania Nobile e il factotum Davide Ariganello) per sfruttamento della prostituzione, spaccio di stupefacenti e riciclaggio. Tutti reati che sarebbero stati commessi a vario titolo dal terzetto nell’ambito dell’attività illecita svolta nella Gintoneria e nella “dependance” adiacente, “La Malmaison”. Nell’ordinanza di custodia cautelare il gip di Milano scrive a proposito di Lacerenza (che nel primo interrogatorio davanti al giudice delle indagini preliminari si è avvalso della facoltà di non rispondere): “questi ha dimostrato di essere particolarmente spregiudicato, assumendo una condotta di vita al di sopra delle regole, caratterizzata quindi da insofferenza al rispetto dei precetti penali, certamente acuita dall'uso smodato di sostanze stupefacenti.
Sul punto, basta evidenziare che pur consapevole ormai che era in corso un'indagine nei suoi confronti, girava con Andrea Diprè, noto youtuber, un video che proprio quest'ultimo pubblicava in data 31.01.2025, che lo raffigurava all'interno della Gintoneria mentre consumava sostanze stupefacenti e si intratteneva con giovani donne con abiti succinti, replicando una situazione evidentemente reale.
Tra l'altro, va evidenziato che nell'attività di prostituzione era coinvolta anche una ragazza minorenne alla quale, così come per le altre, Lacerenza offriva e cedeva sostanze stupefacenti, noncurante delle conseguenze che l'assunzione simultanea di alcol e droga avesse per la loro salute”. Per Lacerenza l’avvocato difensore ha chiesto che possa riprendere presso il sert il programma (precedentemente avviato e poi interrotto) di disintossicazione dalla dipendenza di droga e alcol.
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