"Ambulanze tutte occupate". L'assurda risposta dal 118 a un medico incinta con problemi cardiaci

La donna ha chiamato il servizio di emergenza dopo un attacco di tachicardia, ma vista la mancanza di mezzi disponibili si è dovuta recare da sola in ospedale

"Ambulanze tutte occupate". L'assurda risposta dal 118 a un medico incinta con problemi cardiaci
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Tutte le ambulanze sono occupate e non si sa quando una sarà disponibile. Una 40enne di Roma, medico all’ottavo mese di gravidanza, ha ricevuto questa assurda risposta dall’operatrice del 118 dopo aver telefonato al numero d’emergenza per un problema cardiaco. Il fatto risale a lunedì 11 dicembre e la donna si trovava da sola in casa.

Erano circa le 13.15 e avevo appena finito di mangiare quando ho avuto una sensazione di mancamento, ha iniziato a girarmi la testa e mi sono sentita svenire”, ha raccontato all’Adnkronos. “Poi ho sentito il cuore che andava all'impazzata. Ero sola a casa e mi sono spaventata, così ho chiamato mia madre che abita qui vicino. Ho aperto la porta di casa perché lei potesse entrare nel caso fossi svenuta”. A quel punto la donna si è resa conto che non si trattava di un semplice capogiro, ma di un problema al cuore. Allarmata, ha chiamato il 112 che, dopo le domande di rito, ha trasferito la chiamata al servizio di emergenza medica. “Al telefono l'operatrice dopo alcune domande mi ha avvisato che in quel momento non aveva nessuna ambulanza a disposizione da inviarmi. La cosa più sconvolgente è stata che ha aggiunto che non sapeva nemmeno quanto ci sarebbe voluto per avere un'ambulanza”, ha continuato la 40enne. “Nel frattempo fortunatamente è arrivata mia madre. Così ho detto che sarei andata da sola in ospedale”.

Dopo l'arrivo nella struttura sanitaria, alla donna è stato rilevata una frequenza cardiaca di 220 battiti al minuto e il personale l’ha immediatamente sottoposta ad alcune manovre per far tornare la situazione alla normalità. La 40enne è rimasta in osservazione fino a tarda serata ed è stata dimessa con una diagnosi di tachicardia parossistica sopraventricolare. “Ora sto meglio e sto facendo tutti gli accertamenti del caso ma mi chiedo: se non avessi avuto la prontezza di chiamare mia madre o se non avessi avuto qualcuno in grado di portarmi in ospedale? E se fossi svenuta? Cosa sarebbe successo? Per fortuna non è successo nulla però è gravissimo quello che è accaduto", ha concluso la protagonista di questa vicenda, segnale lampante della situazione difficile in cui si trova la rete ospedaliera della capitale.

L’incendio dell’ospedale di Tivoli di venerdì 8 dicembre, con il conseguente trasferimento dei pazienti nelle altre strutture, l’aumento di casi Covid e di influenza sta mettendo sotto pressione il sistema sanitario di Roma e di tutto il Lazio. Sempre lunedì 11 dicembre, un anziano turista milanese è caduto dalla scala mobile della stazione Termini.

Nonostante il sospetto di una gamba rotta e l’età avanzata, ha dovuto aspettare tre ore prima che arrivasse un’ambulanza: “Se avessi avuto un infarto sarei morto lì. Hanno chiamato il 118 ventiquattro volte. Una cosa indegna”.

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