Orrore a San Sebastiano dei Marsi (L'Aquila), orsa Amarena uccisa a fucilate

L'orsa non aveva mai fatto del male a nessuno, alcuni giorni fa era passata nella piazza del paese con i suoi piccoli, suscitando stupore e meraviglia. Comunità sotto choc

Amarena con i suoi cuccioli
Amarena con i suoi cuccioli

Orrore a San Sebastiano dei Marsi, in provincia dell'Aquila, dove un'orsa è stata brutalmente uccisa con una fucilata. Una crudeltà probabilmente motivata anche dal clima di rabbia e di paura che sta montando in questi ultimi mesi nei confronti degli orsi. La vicenda, avvenuta questa notte, sta già facendo molto discutere.

La fine dell'orsa Amarena

Si chiamava Amarena l'orsa che è stata uccisa stanotte. Nella serata dello scorso 26 agosto era stata vista a San Sebastiano dei Marsi. L'esemplare femmina si stava aggirando per la piazza del paese, seguito dai suoi due cuccioli. Nessuno ha avuto paura in quella circostanza, anzi. In molti si sono fermati per non disturbare gli animali e ammirarli nella loro passeggiata. Qualcuno è addirittura riuscito a scattare qualche foto. Amarena, del resto, non aveva mai attaccato nessuno. Si era creato un rapporto di fiducia reciproca fra l'orsa e i cittadini di San Benedetto dei Marsi. La convivenza fra uomo e animale, tuttavia, è finita nel peggiore dei modi.

Secondo quanto riportato sino ad ora, è stato un colpo di fucile, esploso alla periferia del paese, proprio fuori dal Parco e dall'Area Contigua, a uccidere l'orsa. Subito dopo aver udito il rumore dello sparo, le guardie del parco, che stavano sorvegliando l'area, sono accorse per vedere cosa fosse accaduto. La scoperta è stata straziante. Amarena giaceva a terra, ferita. È stato immediatamente chiamato il veterinario, ma il medico non ha potuto fare nulla per mamma orsa, morta a causa della grave ferita.

Le autorità locali hanno immediatamente avviato le indagini, effettuando i rilievi necessari per ricostruire le esatte dinamiche della vicenda. Allo stesso tempo, volontari e personale del parco hanno cominciato a cercare i cuccioli di Amarena per recuperarli e accudirli.

Amarena con i suoi piccoli
l'orsa Amarena con i piccoli in piazza a San Sebastiano dei Marsi

Preso il responsabile

A quanto pare i guardiaparco sono presto riusciti a rintracciare il responsabile. L'uomo è stato fermato dai carabinieri e tradotto presso la stazione locale. "Ho sparato per paura ma non volevo uccidere, l'ho trovata dentro la mia proprietà. È stato un atto impulsivo, istintivo", avrebbe dichiarato, come riportato da Tgcom24.

Eppure Amarena non aveva mai attaccato nessuno. Alcuni cittadini si erano lamentati di alcuni danni alle attività agricole, ma questi erano sempre stati risarciti dal Parco Nazionale Abruzzo Lazio e Molise. Oltre al danno morale, perdere Amarena significa infliggere una perdita considerevole alla popolazione di orsi della zona, che arriva a solo sessanta esemplari.

"Abbiamo detto e ridetto 'Siamo modello, l'Abruzzo è modello'. Non siamo modello di niente", commenta oggi con amarezza Luciano Sammarone direttore del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, come riportato da Ansa. "Davanti agli omicidi che sentiamo al telegiornale, l'uccisione di un'orsa sempre niente a confronto, ma non è così. Chiediamoci quanti pollai abusivi ci sono nel territorio, con baracche e baracchini", aggiunge. "L'orsa era entrata in una recinzione. Per il resto non sappiamo nulla della dinamica dei fatti. I giudizi vanno rimandati a dopo. Fino a quando non conosciamo come sono andate le cose non emettiamo giudizi, ognuno dovrebbe tenersi il proprio anziché fare il processo su Facebook. Comunque, io ho difficoltà a credere che si sia trattato di difesa. Amarena non ha mai attaccato nessuno. Ma anche io non giudico e non mi esprimo fino a quando le indagini riveleranno che cosa è accaduto", conclude.

Le reazioni e la condanna unanime

"Un atto gravissimo nei confronti dell'intera Regione che lascia dolore e rabbia per un gesto incomprensibile. In tutti questi anni le comunità fuori e dentro ai parchi hanno sempre dimostrato di saper convivere con gli orsi senza mai interferire con le loro abitudini. Mai un orso ha rappresentato in Abruzzo un qualunque pericolo per l'uomo, neanche quando si è trovato a frequentare i centri abitati. L'atto violento compiuto nei confronti del plantigrado non ha alcuna giustificazione", ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio.

"Un atto grave che va condannato senza se e senza ma", ha dichiarato il senatore abruzzese di Fratelli d'Italia e capogruppo della commissione Ambiente Etelwardo Sigismondi, come riportato dalle agenzie di stampa. "Ritengo criminoso il gesto di chi ha voluto macchiarsi in modo così vile della morte dell'animale. Condivido appieno la posizione espressa dal presidente della Regione Abruzzo".

"Uno schifo! Non esistono altri termini per definire l'uccisione, o meglio l'assassinio, dell'orsa Amarena, un simbolo del parco nazionale d'Abruzzo, un animale benvoluto da tutti, innocuo, che non aveva mai fatto del male a nessuno e che, peraltro, era una delle femmine più prolifiche del parco stesso. Quanto accaduto stanotte è frutto di ignoranza, di mancanza assoluta di rispetto verso la natura ma è anche di poco amore verso la propria terra, l'Abruzzo, di cui l'orso è il simbolo", ha dichiarato la rappresentante M5S Daniela Torto. "Mi auguro che l'autore di questo gesto vigliacco venga punito a dovere: non ha solo ucciso un orso ma ha pugnalato al cuore un'intera regione", ha aggiunto, come riportato da Ansa.

"Uccisa a fucilate in quello che pare un atto di malvagità gratuito. Tutto ciò è inaccettabile!!", ha scritto su Facebook Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell'Ambiente."Mi batterò, con la nostra LE.I.D.A.A., perchè venga fatta giustizia per questa mamma che non meritava di morire".

Un dolore incalcolabile

"Sono stato il primo a vedere l'orsa Amarena in città ieri notte, introno alle 22:15, ho contattato subito i carabinieri della locale stazione. L'ho incrociata con i suoi due cuccioli all'ingresso della città, era spaventata ed impaurita, ho aspettato che attraversasse la strada e si mettesse al sicuro", ha dichiarato un cittadino, come riportato da Ansa.

"Poco dopo alcuni proprietari di una abitazione poco distante da me, hanno iniziato a suonare il clacson dell'auto parcheggiata nel giardino di casa e a puntargli i fari dell'auto in faccia, per non farla avvicinare ad un pollaio che avevano dietro casa. Da lì è fuggita per la campagna del Fucino e questa mattina ho appreso la tragica notizia. Aveva più paura lei di noi, non capisco questo gesto".

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