Ricostruita mandibola a bimba affetta da raro tumore

Il delicato intervento è stato eseguito nell’ospedale napoletano “Santobono” dalla professoressa Chiara Copelli dell'equipe maxillofacciale del Policlinico di Bari. La bambina era stata colpita dal sarcoma di Ewing, un raro tumore maligno. Utilizzando un frammento del perone

instagram Policlinico Bari
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Un intervento chirurgico a dir poco straordinario è stato compiuto all’ospedale "Santobono" di Napoli dall'equipe maxillofacciale del Policlinico di Bari, in "trasferta" nella città partenopea proprio per effettuare l’operazione. I protagonisti di questa vera impresa medica hanno ricostruito a una bimba di 10 anni una porzione della mandibola colpita dal sarcoma di Ewing, un raro tumore maligno.

L'intervento è stato eseguito dalla professoressa Chiara Copelli che opera con la sua équipe nell’unità operativa di chirurgia maxillo-facciale dell'ospedale barese. La delicata operazione è stata eseguita con una complessa tecnica che consentirà alla piccina un completo recupero sia dal punto di vista funzionale, deglutizione, fonazione, capacità di alimentarsi, che estetico (simmetria del viso). Per ricostruire la mandibola è stato prelevato dalla stessa bambina un segmento del perone, poi modellato e impiantato.

Una strada, questa, quasi obbligata. L’asportazione tradizionale, si legge in una nota diffusa dal Policlinico di Bari, avrebbe comportato la rimozione di una porzione di mandibola. Nel documento si evidenzia che gli esiti di questa procedura "in assenza di una ricostruzione, portano a problematiche estremamente invalidanti e permanenti: deformità del volto, difficoltà nell'alimentazione e nell'articolazione delle parole". "L'intervento di ricostruzione effettuato ha previsto il prelievo di un segmento di osso dal perone, il suo modellamento a ricreare la forma della porzione di mandibola asportata e il successivo trapianto nella zona da ricostruire", ha spiegato la professoressa Copelli che ha, poi, affermato che "quest'ultima fase viene effettuata al microscopio e prevede l'esecuzione di connessioni tra vasi arteriosi e venosi del diametro di pochi millimetri".

Per portare a termine l’operazione è stato necessario usare tecniche microchirurgiche e biomateriali specifiche che non interferiscono con la crescita ossea della parte ricostruita. L’intervento di chirurgia oncologica ricostruttiva è stato possibile, è scritto ancora nella nota, "grazie alla collaborazione delle direzioni generale e sanitarie delle strutture coinvolte per riunire il team multidisciplinare".

Oltre alla già citata professoressa Copelli, hanno operato il dottor Marcello Zamparelli, direttore unità operativa di chirurgia Plastica e delle ustioni dell'Ospedale Santobono di Napoli e il dottor Franco Ionna, direttore dell'unità operativa di chirurgia testa-collo dell'Istituto Irccs Pascale di Napoli.

Per fortuna il decorso posto-operatorio si è svolto regolarmente e senza complicanze. Per la piccola paziente è la fine di un incubo.

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