Dal sequestro di Augusto all’omicidio di Fiorenza: la maledizione della famiglia Rancilio

Il fratello di Fiorenza Rancilio fu sequestrato dall’Anonima sequestri e poi ucciso dai suoi carcerieri. Quarantacinque anni dopo l’omicidio della sorella

Dal sequestro di Augusto all’omicidio di Fiorenza: la maledizione della famiglia Rancilio
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Una "maledizione" quella che sembra essersi abbattuta sulla famiglia Rancilio. Quarantacinque anni fa, il fratello di Fiorenza Rancilio, l’immobiliarista di 73 anni trovata senza vita nel suo appartamento in centro a Milano, fu rapito dall’Anonima sequestri nel 1978 a Cesano Boscone. Secondo l’ex boss della ‘ndragheta Saverio Morabito, il giovane Augusto Rancilio, all’epoca 26enne, fu ucciso dai suoi carcerieri durante un tentativo di fuga.

Il sequestro di Augusto Rancilio

Era il 2 ottobre del 1978. Augusto, giovane e talentuoso architetto, stava entrando in un cantiere di Cesano Boscone (Milano) quando venne aggredito e poi sequestrato da un gruppo di malavitosi calabresi con base a Buccinasco. Con lui c’era anche il padre, Gervaso Rancilio, che nulla potè per sottrarre il figlio ai malviventi, un commando armato di 8 persone. Fatto sta che il 26enne venne caricato a bordo di un furgone, salvo poi svanire nel nulla.

La versione dell’ex boss Morabito

Negli anni ‘90, quando l’ex boss calabrese Saverio Morabito cominciò a collaborare con la giustizia, svelando i retroscena della "stagione dei sequestri" nel Nord Italia, raccontò che Augusto era stato dapprima portato in un box a Buccinasco (Milano) e poi tenuto in ostaggio in una cascina tra Nerviano e San Giorgio sul Legnano. Lì vi rimase per diversi giorni, fino a quando i suoi carcerieri lo uccisero. Pare, infatti, che il giovane avesse tentato la fuga durante il trasferimento in Calabria. I suoi resti non sono mai stati trovati.

Il padre: "Non ho soldi per il riscatto"

Il padre di Augusto era un noto imprenditore edile che aveva lavorato tra Francia e Italia. Nonostante fosse molto provato, dopo il blitz, decise di tornare a lavorare nel suo ufficio di via Crocefisso 6 a Milano: "C’è un’azienda da mandare avanti. - spiegò Gervaso Rancilio - Ho troppo debiti con le banche, non pagherò alcun riscatto". Quarantacinque anni dopo, in quello stesso stabile, sarebbe morta anche la figlia Fiorenza.

La donna è stata trovata senza vita nel salone del suo appartamento con una ferita profonda alla testa. Gli investigatori stanno indagando con l'ipotesi di omicidio. Il figlio della 73enne, affetto da disturbi psichiatrici, era in casa con la madre.

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