"Così le portavano sul ring". Si allarga l'inchiesta sulle baby bulle

Le prime componenti della "baby gang" femminile che imperversava nel senese picchiando le coetanee saranno ascoltate venerdì prossimo dal pubblico ministero della procura dei minori di Firenze. E l'inchiesta sembra destinata ad allargarsi

Un'immagine della "baby gang" senese
Un'immagine della "baby gang" senese

Le prime componenti della "baby gang" di Siena che bullizzavano coetanee di tutta la provincia saranno ascoltate dal pubblico ministero Filippo Focardi della procura dei minori coordinata da Antonio Sangermano. Il primo interrogatorio, che riguarderà almeno quattro ragazze (fra cui una delle leader riconosciute del gruppo) si terrà venerdì prossimo a Firenze, alla presenza dei rispettivi legali. E l'inchiesta potrebbe presto spandersi a macchia d'olio.

Sono gli ultimi sviluppi della vicenda apertasi pochi giorni fa, a seguito delle perquisizione effettuate dalla squadra mobile di Siena nelle abitazioni di dieci giovanissime di età compresa fra i quattordici e i diciassette anni. Le indagini sono iniziate alla fine dello scorso dicembre, quando una vittima ha deciso di denunciare. Secondo quanto emerso finora, i motivi alla base degli attacchi sarebbero tutti all'apparenza futili, con un "modus operandi" consolidato: le bulle insistevano sui social offendendo e deridendo le "vittime" individuate, per poi condurle con una scusa sul "ring" (nome che per loro designava l'area di Taverne d'Arbia in cui si consumavano le aggressioni) e malmenarle. Nel frattempo, altre complici riprendevano la scena, postando i video dei pestaggi sui social network.

La "baby gang", così si chiamava anche la chat dove circolavano i filmati era composta com'è noto da sole donne. Che in qualche occasione avevano però anche un folto pubblico ad assistere alle botte, con i presenti che non si adoperavano in alcun modo per per fermarle.

Per questo l'indagine non è ancora chiusa: a prescindere da quello che sarà l'esito dei primi interrogatori di venerdì, gli inquirenti analizzeranno a breve tutto il contenuto dei cellulari sequestrati alle minorenni violente, per cercare di quantificare il numero delle "vittime del branco". Aprendo potenzialmente agli investigatori uno scenario declinato in reati che vanno dalle percosse alle lesioni finio agli atti persecutori.

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