Bengalese massacrato di botte 'Salvato dalle ragazze dei razzisti'

Parla Kartik Chondro, il 27enne cameriere bengalese massacrato di botte sabato notte in piazza Cairoli a Roma: "Mi hanno salvato le ragazze"

Bengalese massacrato di botte 'Salvato dalle ragazze dei razzisti'

"A salvarmi sono state due ragazzine che stavano con quelli che mi hanno pestato". Parla con le bende ancora sul viso Kartik Chondro, il 27enne cameriere bengalese massacrato di botte sabato notte in piazza Cairoli a Roma. A ridurlo così sono stati dei bulli 18enni romani. Intervistato dal Corriere, ringrazia "quelle ragazze" che se non ci fossero state "probabilmente mi avrebbero ucciso".

Dopo la violenta aggressione Chondo è disteso sul lettino di ospedale con il volto tumefatto dall'inaudita violenza subita. Al San Camillo di Roma lo tengono ricoverato al reparto maxillo-facciale. Il suo racconto è uno choc: "Avevo finito di lavorare da poco - dice al Corriere - Ero uscito dal ristorante a Campo de’ Fiori con un collega egiziano e insieme ci siamo incamminati come sempre verso la fermata dell’autobus per tornare a casa. All’improvviso ho sentito uno che ci diceva “negri di m..., immigrati dovete sparire, andate via!”. Il benglaese sostiene di non aver risposto agli insulti: "Non ho mai fatto male a nessuno, penso solo a lavorare e a tornare a casa", spiega.

Eppure su di lui si è abbattuta la violenza cieca di quella gang razzista. Secondo la polizia a ridurlo una maschera di sangue sarebbe stato Alessio Manzo, studente di 19 anni. "Non capisco perché mi hanno ridotto così - dice ancora Chondro - Solo un ragazzo ha cercato di proteggermi, tutti gli altri mi hanno picchiato. Mi arrivavano colpi dappertutto, soprattutto in faccia. Erano in 12-13". Una raffica di pugni. Tanti da poterlo uccidere. Insieme a lui anche un amico: "Hanno picchiato anche lui, lo hanno spintonato e preso a pugni. Ma poi non l’ho più visto, non so che fine abbia fatto. Spero solo che sia riuscito a scappare".

Insieme ai suoi aggressori c'erano anche delle ragazze. "Devo dire però che sono state brave - spiega il bengalese - si sono messe in mezzo, tiravano via quelli che mi picchiavano. Credo che senza di loro sarebbe andata molto peggio".

Intanto la procura di Roma ha chiesto la convalida dell'arresto per il 19enne accusato di tentato omicidio aggravato dall'odio razziale.

Insieme al diciannovenne, ora in carcere a Regina Coeli, sono stati individuati dalla Polizia altri quattro giovani denunciati per lesioni. Tra questi c'è anche un minorenne e la sua posizione è ora al vaglio della procura dei minori.

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