Bologna, la denuncia dell'associazione Lgbt: "Trans presa a sprangate"

Il Movimento Identità Trans ha denunciato su Facebook il pestaggio, avvenuto due notti fa nel Bolognese, ai danni di una prostituta trans: "Oggi Desy è a casa con grosse contusioni sulle braccia e sulle gambe. Non riesce a camminare"

Bologna, la denuncia dell'associazione Lgbt: "Trans presa a sprangate"

Ha scelto di rimanere anonima, perché teme ritorsioni. Soprattutto dopo quanto le è successo due notti fa, nel Bolognese. Secondo quanto riportato da Repubblica Bologna, una transessuale sarebbe, infatti, stata vittima di un'aggressione da parte di una coppia dopo essere stata avvicinata, in strada, per una prestazione. In base a quanto ricostruito dal Movimento Identità Trans, che ha denunciato l'episodio con un lungo post su Facebook, i due avrebbero attirato la trans in una trappola per poi picchiarla insieme ad altre persone. Il fatto costituirebbe la seconda aggressione omofobica, a Bologna, nel giro di pochi giorni, dopo quella al ragazzo picchiato perché vestito da donna.

La vittima, che secondo quanto riportato nel post del gruppo lavorerebbe come sex worker, sarebbe stata adescata da un uomo e una donna italiani con la richiesta di allontanarsi con loro. "La nostra compagna è stata fatta salire in macchina per poi appartarsi in un parcheggio in campagna. La coppia decide di scendere dalla macchina per fumare una sigaretta eanche Desy (nome di fantasia) scende. All'improvviso viene aggredita alle spalle da altri due ragazzi italiani con delle spranghe di ferro e anche la coppia si appresta a colpire la ragazza. Oggi Desy è a casa con grosse contusioni sulle braccia e sulle gambe. Non riesce a camminare", si legge nel post dell'associazione.

Nel post si legge anche che la ragazza sudamericana vorrebbe conservare l'anonimato per timore di ritorsioni e "perché completamente sfiduciata che il sistema possa tutelarla in quanto lavoratrice del sesso e persona trans": "Desy ha paura, nonostante il permesso di soggiorno, di non vedere tutelati i propri diritti. Ricordiamo che in Italia l'esercizio della prostituzione, dopo la cosiddetta legge Merlin, non è più regolamentato ma è in un limbo giuridico. Sono perseguibili dalla legge il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione, invece l'esercizio di quest'ultima tra persone adulte è dichiarata lecita dalla sentenza della Corte di Cassazione.

Le attuali norme non garantiscono la sicurezza per le persone che praticano il sex work. Per questo auspichiamo un dibattito pubblico meno ipocrita e davvero attento ai bisogno di chi esercita il lavoro della prostituzione".

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