Case popolari, l'ente abbona 2 milioni di debiti ai migranti ma sfratta povero pensionato

Aveva vinto un contenzioso con l'Inps. Per questo la società di edilizia popolare gli ha alzato il canone. Ma la Cassazione ha annullato il verdetto e ora il pensionato rischia di rimanere senza soldi e senza casa

Case popolari, l'ente abbona 2 milioni di debiti ai migranti ma sfratta povero pensionato

Un signore italiano, 80 anni e pensionato, da 28 anni vive in una casa popolare a Bologna. Ma ora verrà sfrattato: l'Acer, l'Azienda Casa Emilia-Romagna che gestisce gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, infatti, gli ha inviato stamattina una raccomandata minacciando di lasciarlo per strada. Il motivo? Aver provato a combattere contro la burocrazia italiana e contro l'Inps. Con lui lo Stato usa la mannaia, mentre migliaia di immigrati vivono in maniera illegale nelle case popolari senza pagare gli affitti da anni.

Alcuni anni fa il pensionato aveva fatto causa all'Inps per per ottenere l'adeguamento della pensione. Niente di trascendentale, si parla di qualche spicciolo. Ma pur sempre un aiuto quando le pensioni sono poco più che da fame. I giudici di primo e secondo grado gli danno ragione, condannando l'Inps a pagargli 28.000 euro. L'uomo vorrebbe festeggiare, ma non può. In terzo grado, infatti, il magistrato sposta la sentenza in favore dell'Istituto nazionale della previdenza sociale. Così la Cassazone obbliga l'uomo a ridare indietro i 28.000 euro tanto sperati.

Una sentenza non si discute, ci hanno insegnato. Ben venga. Così l'Inps ha pignorato un quinto della pensione all'80enne, che non può far altro che accettare. Ma oltre il danno, ecco arrivare la ruspa infame della beffa burocratica.

L'Acer, infatti, ha inviato al pensionato una lettera in cui ordina il pagamento di 1.800 euro come adeguamento del canone di locazione in seguito alla ricezione dei 28.000 euro dall'Insp. Inutile spiegare ai burocrati dell'Acer che l'uomo quei soldi non li ha mai visti. E che ha un quinto della pensione sotto ricatto dell'Inps. Inutile anche far notare che in provincia di Bologna ci sono 1.015 nuclei extra-comunitari che devono dare all'Acer 2.733.272 euro. Perché accanirsi solo contro gli italiani?

L'uomo, sicuro di essere nel giusto, ha continuato a pagare il canone ordinario. Così, puntuale come una tagliola, l'Acer gli ha fatto arrivare la raccomandata in cui minaccia lo sfratto esecutivo se non verserà l'obolo immediatamente. E senza sconti.

La storia è stata denunciata dal consigliere regionale di Forza Italia Galeazzo Bignami. Il candidato azzurro per la corsa a sindaco di Bologna ha scritto su Facebook: "Acer minaccia lo sfratto ad un cittadino stritolato da questa burocrazia del cavolo che ha subito pure un intervento al cuore in primavera e gli chiede addirittura di ridare i soldi della raccomandata con cui gli hanno intimato il pagamento, pena lo sfratto". Poi accusa: "Il direttore di ACER, che fa l'Assessore nella Giunta PD a Pistoia e prende decine di migliaia di euro (quante decine non si sa, perchè si rifiuta di mettere on line il dato che invece è per legge pubblico), si preoccupi degli immigrati che ci devono milioni di euro invece di affliggere le persone per bene".

Poi una promessa: "Sono arrabbiato con una bestia.

Questo fortino di privilegi deve crollare. A calci lo tiro giù". Nella speranza che prima o poi politica e burocrazia si preoccupino degli italiani, invece di tartassarli lasciando nell'impunità gli immigrati.

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