"Nuova ondata estiva di Covid". Come saranno i prossimi mesi

Il sottosegretario alla Salute Sileri avverte: "C'è un'ondata estiva, potrà portare ad aumento contagi ma non a ospedalizzazioni". Grazie ai vaccini rischi ridotti, "ma occorrono sempre le cautele"

"Nuova ondata estiva di Covid". Come saranno i prossimi mesi

La curva dei contagi, di nuovo in risalita, ha già fatto scattare l'allerta: anche nei mesi più caldi, massima attenzione ai colpi di coda del Covid. La circostanza di per sé non deve creare allarmismi ingiustificati, sebbene qualcuno abbia già parlato di nuova "ondata estiva". Lo ha fatto nelle scorse ore - utilizzando proprio quell'espressione - il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, che lasciato intedere quale potrebbe essere l'evoluzione pandemica nelle settimane a venire. La situazione, ha spiegato l'esponente di governo, sarà condizionata dalla presenza di una "variante più diffusiva che però non sta creando problemi di peso negli ospedali".

"C'è un'ondata estiva che credo sarà autolimitante, già iniziata in altri Paesi europei e ora anche in Italia. Ma non va vista né con paura né con ossessione. Potrà portare un aumento dei casi ma non effetti sulle ospedalizzazioni", ha osservato il sottosegretario alla Salute, intervenendo stamani su Radio Cusano Campus. Poi la rassicurazione: "Sarà tutto sotto controllo senza problemi, ma bisogna comunque utilizzare le stesse cautele laddove c'è assembramento". Dunque, nessuna paura eccessiva ma attenzione alle situazioni a rischio, quella sì.

Del resto, un aumento dei contagi - numeri alla mano - c'è stato. In soli sette giorni, nel periodo dall'8 al 14 giugno, un monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe ha registrato un netto rialzo dei contagi (+32,1%) e un aumento dei decessi (+6,1%). In lieve calo sono invece i ricoveri ordinari (-3,3%) e le terapie intensive sono scese del 16,4%. Un ulteriore dato incoraggiante, quest'ultimo. A garantire maggiori sicurezze, anche il fatto che gran parte della popolazione si sia vaccinata con almeno due dosi.

"Diversamente dallo scorso anno la maggior parte della popolazione è vaccinata, ha fatto due dosi, e un 70% ha fatto la terza dose", ha aggiunto Sileri, ribadendo l'importanza di quelle norme di carattere generale da ritenere sempre valide: distanze e igiene, mascherine nei luoghi affollati. Su quest'ultimo aspetto, molto sarà affidato alla sensibilità dei singoli più che alle nuove indicazioni (già oggetto di critica da parte del professor Bassetti).

Quelli a venire, insomma, saranno mesi nei quali il virus continuerà a circolare, pur senza provocare emergenze.

Del resto, sottolineano gli esperti, la situazione attale è sempre più classificabile come endemica, ovvero propria di una condizione di convivenza con l'agente virale. Con l'arrivo dell'autunno è chiarmente probabile che i numeri torneranno ad alzarsi in maniera significativa. E quella sarà un'altra partita.

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