Doveva scontare 12 anni ma era libera: ladra bosniaca arrestata a Milano

La giovane cittadina bosniaca era destinataria di un provvedimento di carcerazione per una serie di furti nelle stazioni. Fermata dalla polizia, è stata condotta in carcere

Doveva scontare 12 anni ma era libera: ladra bosniaca arrestata a Milano

Doveva scontare oltre 12 anni di carcere per una serie di furti commessi nelle stazioni ferroviarie, eppure era libera. Circolava come se nulla fosse, pronta a compiere altre analoghe razzie ai danni di malcapitati viaggiatori e turisti. Una 33enne, cittadina della Bosnia Erzegovina, è stata arrestata ieri dalla polizia ferroviaria dopo essere stata fermata per un controllo. La donna peraltro si trovava proprio nella Stazione Centrale del capoluogo lombardo, ed è lì che gli agenti hanno fatto scattare per lei le manette.

I poliziotti, impegnati in un ordinario servizio di vigilanza all'interno della struttura ferroviaria, avevano chiesto alla giovane nomade di esibire i documenti; a un controllo più approfondito, si erano accorti che la donna risultata gravata da un'ordinanza emessa dalla procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano. La 33enne si sarebbe dovuta trovare in carcere e non a piede libero, come invece era stato appurato. Per una serie di furti commessi proprio nelle stazioni lombarde, la bosniaca doveva infatti espiare una pena complessiva di 12 anni e 7 mesi 10 giorni di reclusione.

Secondo quanto ricostruito ed emerso, le razzie imputate alla giovane erano state commesse sia nelle strutture ferroviarie, sia a bordo dei treni. Con vari stratagemmi, la 33enne derubava cittadini e turisti, ripulendo i loro bagagli, piuttosto che le loro tasche. Peccato però che, nonostante fosse stata scoperta e destinata al carcere, dietro le sbarre non ci fosse mai andata. A condurla nella struttura circondariale di San Vittore ci hanno così pensato i poliziotti che l'avevano fermata in Centrale.

Da tempo, la principale stazione milanese è tenuta sotto osservazione dalle forze dell'ordine

con azioni di controllo e di dissuasione della microcriminalità. Non sempre, tuttavia, i poliziotti riescono ad assicurare alla giustizia i malvimenti: come vi avevamo raccontato su queste pagine, in alcuni casi la sensazione è che gli stessi agenti abbiano putroppo le "mani legate".

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