Ragazzina di 11 anni, invalida al 100%, ma per il Comune è un'occupante

Diverse fiaccole, ieri in Campidoglio, si sono accese per riportare l’attenzione sull’assurdo caso di Maria Noemi che – per colpa di un’ingarbugliata vicenda burocratica e giudiziaria – adesso rischia di esser sgomberata, assieme alla sua famiglia, dalla casa popolare assegnatagli nel 2006

Ragazzina di 11 anni, invalida al 100%, ma per il Comune è un'occupante

“Illumina la ragione, Maria Noemi non si tocca”. Diverse fiaccole, ieri in Campidoglio, si sono accese per riportare l’attenzione sull’assurdo caso di Maria Noemi. La bambina di undici anni, invalida sin dalla nascita, che – per colpa di un’ingarbugliata vicenda burocratica e giudiziaria – adesso rischia di esser sgomberata, assieme alla sua famiglia, dalla casa popolare assegnatagli nel 2006.

La storia di Maria Noemi

A spiegare come è andata è papà Emmanuel Mariani, l’organizzatore della protesta silenziosa andata in scena sotto l’ufficio del sindaco Virginia Raggi. “Nel 2006 – racconta Emmanuel – mi è stata data la mia casa popolare, che si trova nel quartiere di San Saba, dall’allora sindaco di Roma Walter Veltroni perché, purtroppo, per un errore sanitario mia figlia è stata resa invalida al 100%”. Eppure, dopo più di dieci anni di canoni regolarmente pagati, improvvisamente, lo scorso ottobre, una lettera gli ha cambiato la vita: “il mio contratto di assegnazione della casa popolare è stato disconosciuto, ed io e la mia famiglia siamo diventati degli abusivi”.

Ma come è possibile che una bambina gravemente malata, con convulsioni continue e sotto costante terapia farmacologica, sia diventata – dall’oggi al domani – un’occupante abusiva? In forza di un provvedimento del Comune di Roma che rileva “l’assoluta carenza di legittimità nell’assegnazione dell’alloggio” venuta fuori – come si legge nella lettera recapitata ad Emmanuel dal Dipartimento Erp del Comune di Roma – nel corso di un “procedimento penale a carico dei firmatari” della determinazione dirigenziale con cui gli fu assegnato l’alloggio. Insomma, la famiglia Mariani, pur avendo le carte in regola per ottenere la casa popolare, è rimasta comunque vittima delle irregolarità contestate ai vecchi che dirigenti fecero quella ed altre centinaia di assegnazioni.

La lunga attesa dei Mariani

Una vicenda kafkiana tanto che, all’epoca, Emmanuel aveva scritto direttamente al sindaco di Roma Virginia Raggi senza ottenere nessun risultato mentre, sin da subito, una cordata di consiglieri del centrodestra, si è subita schierata in difesa della famiglia Mariani. “Il sindaco Raggi ha incontrato cittadini di varie etnie, come ad esempio quella famiglia marocchina che era a San Basilio ed in due giorni gli ha risolto il problema”, osserva Emmanel che combatte da mesi con questa situazione e, ammette, di vivere ogni giorno con l’angoscia addosso: “vivo male, molto male”.

“Anche da mamma qual è – prosegue il papa di Maria Noemi a proposito del primo cittadino – potrebbe venire ad incontrare la mia bambina a casa, tanti appelli, tante manifestazioni ma il sindaco è stato sempre assente”.

Mentre a prendersi a cuore questa vicenda è stato l’assessore al Bilancio e al Patrimonio Andrea Mazillo che, ieri, ha incontrato i manifestanti dichiarando di esser al lavoro per trovare una soluzione, eppure, a domanda specifica rispetto alla “road map” per la risoluzione del caso non è stato in grado di fornire una risposta precisa.

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