Gismondo: "Mia frase? Altri virologi hanno detto la stessa cosa"

La virologa si è detta amareggiata e disorientata dalla diffida a lei rivolta dal Pts. Ha poi sostenuto che altri virologi avevano detto la stessa cosa

Gismondo: "Mia frase? Altri virologi hanno detto la stessa cosa"

Maria Rita Gismondo ha replicato alla lettera di diffida legale inviatale dal Patto trasversale per la scienza, Pts. La direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano, ha sottolineato di avere la coscienza a posto e che chi l’ha attaccata è pietoso. Inoltre ha detto: “Non torno indietro sulle mie dichiarazioni. Invece di perdere tempo in queste cose, perché non si uniscono al mio appello a lavorare tutti insieme? Diamo spazio alla scienza".

La misura nei suoi confronti era stata presa a seguito delle dichiarazioni pubbliche fatte dalla Gismondo che sono state volte a minimizzare la gravità della situazione e comunque non sono basate su evidenze scientifiche. Pts aveva quindi chiesto alla virologa di tornare sui suoi passi e rettificare alcune sue esternazioni che potevano creare problemi alla salute pubblica. Molti italiani, dopo averla ascoltata, avrebbero potuto violare le ordinanze governative sottovalutando la reale emergenza in atto. Diversi gli scontri avvenuti tra Gismondo e Burioni nel corso delle ultime settimane.

Anche altri avevano detto le stesse cose

“Se chiedono a me di fare un passo indietro sulle mie dichiarazioni, devono farlo anche per quelle del virologo Pregliasco, di Ilaria Capua e del direttore dell'Oms. Non devo dimostrare nulla perché quello che ho detto è pubblicato ovunque. La Capua, ad esempio, ha detto che questo virus diventerà come un raffreddore”. La direttrice ha inoltre precisato di non essere mai stata a un tavolo governativo e quindi di non aver potuto in nessun modo aver influenzato nelle decisioni prese. La Gismondo ha detto di aver solo espresso un proprio parere, spiegando che Covid-19 è un virus ancora sconosciuto che potrebbe rivelarsi positivo o negativo. Ma questo ancora non si sa, dipenderà dalla sua evoluzione.

La Gismondo si è detta amareggiata

"Sono piuttosto amareggiata e disorientata dalla diffida, se ne stanno interessando i miei legali" ha concluso la virologa. Gli altri scienziati avevano contestato alla direttrice alcune affermazioni come quella del 23 febbraio dove aveva detto che l’emergenza era una follia e che un’infezione appena più seria di un’influenza era stata scambiata per una pandemia letale. O ancora: “Non voglio sminuire il coronavirus, ma la sua problematica rimane appena superiore all’influenza stagionale (1 marzo). Tra poco il 60-70% della popolazione sarà positivo, ma non dobbiamo preoccuparci (13 marzo). L’epidemia potrebbe esser mutata, sta succedendo qualcosa di strano (21 marzo)". Frasi che possono far minimizzare la situazione o anche creare il panico nella popolazione.

La Gismondo, proprio in seguito a queste dichiarazioni pubbliche, era stata invitata a evitare di diffondere notizie senza che queste fossero supportate da evidenze scientifiche.

La virologa ha infine dichiarato di non aver "nessuna voglia, né intenzione di replicare al mittente. Solo tristezza per la perdita di tempo e per l'immagine di divisione che si dà alla gente che oggi vorrebbe vedere i ricercatori uniti a cercare di risolvere l'emergenza che stiamo vivendo”.

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