Latina, la soffiata ai tre ladri: "Sapevano di quei 10mila euro"

Le indiscrezioni della polizia. Indagato l'avvocato Francesco Palumbo. Oggi l'autopsia. Intanto sono stati ritracciati i due complici di Bardi

Latina, la soffiata ai tre ladri: "Sapevano di quei 10mila euro"

"Sapevano bene che l'avvocato Palumbo (Bernardino ndr) aveva incassato dei soldi da un cliente. Sicuramente un pregiudicato che si è venduto la dritta al primo piano di via Palermo 60". Le voci sono di alcuni agenti di polizia che a Latina stanno lavorando sul caso dell'avvocato 47enne accusato di omicidio volontario per aver sparato ai ladri che tentavano di svaligiare la casa del padre.

Il sospetto ha dell'incredibile. Quella banda di tre ladri, tra cui il defunto Domenico Bardi, 41enne napoletano, sapevano di dover colpire in quell'appartamento. Secondo le forze dell'ordine, come riporta IlTempo, avrebbero avuto una soffiata da qualcuno e sarebbero partiti da Napoli appositamente. "Sapevano anche - scrive il quotidiano romano - che la valigetta con i contanti, insieme a una busta di gioielli della moglie di Bernardino Palumbo, erano stati messi al sicuro in una cassetta porta fucili chiusa talmente bene da risultare inviolabile anche per i ladri". Quella stessa cassetta che i banditi hanno prima tentato (inutilmente) di aprire e poi di smurarla e portarla via. Solo i vigili del fuoco sono riusciti ad aprirla successivamente.

Mentre provavano a concludere il colpo, però, i ladri sono stati sorpresi da Francesco Palumbo. "Non volevo ammazzarlo, non volevo", continua a ripetere l'indagato. La sua pistola aveva 13 colpi nel caricatore, lui ne ha sparati 12. I primi in aria, gli altri all'altezza della finestra sul retro. Lì si trova la scala dove uno dei proiettili ha raggiunto Bardi all'emitorace sinitro e lo ha ucciso. Il pm di Latina, Simona Gentile, ha deciso comunque di iscriverlo nel registro degli indagati con l'accusa più dure: omicidio volontario. Il padre continua a ripetere che "mio figlio è distrutto, voleva solo difendersi". Quello della procura potrebbe essere un atto dovuto, anche se doloroso.

Intanto è in corso l'esame autoptico sul corpo del bandito ucciso. A realizzarlo sarà Tommaso Cipriani all'obitorio dell' ospedale Santa Maria Goretti sotto l'attento controllo di Maurizio Saliva e Giuseppe Manciocchi, nominati dalle parti in causa.

Secondo quanto scrive Latina Oggi, inoltre, sarebbero stati indivuduati i due complici di Bardi.

"Si tratta di due persone che hanno avuto contatti telefonici con la vittima dell'omicidio avvenuto domenica scorsa in via Palermo", scrive il quotidiano locale. I due uomini saranno sentiti dal pm, forse oggi stesso (poi, si spera, verranno indagati per il furto). E le loro dichiarazioni serviranno a meglio delineare il quadro della vicenda.

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