Uccide il ladro, ora è indagato: "Spari in aria, non volevo colpirlo"

È indagato per omicidio il legale che ha ucciso uno dei ladri sorpresi in casa. Ma lui si difende: "Ho avuto paura e ho sparato"

Uccide il ladro, ora è indagato: "Spari in aria, non volevo colpirlo"

È stato ascoltato fino a tardi dalla polizia e dal magistrato Francesco Palumbo, l'avvocato di 47 anni che ieri, a Latina, ha sorpreso i ladri in casa dei genitori e ha sparato a uno di loro uccidendolo. Ora, in seguito dell'interrogatorio, è indagato in stato di libertà per "omicidio volontario". "Sta vivendo malissimo, in una situazione drammatica - ha dichiarato alle telecamere di Rainews24 Leone Zeppieri - c'è il peso di aver reciso una vita umana e poi c'è il timore per una vicenda che è enorme e che spaventa solo al pensiero".

Il caso sta già creando un'accesa polemica politica. Perché il reato contestato all'avvocato 47enne riporta al centro del dibattito sulla possibilità (o meno) di difendersi in casa propria. "La legittima difesa in casa propria va sempre garantita - affermano la vicepresidente dei deputati della Lega, Barbara Saltamartini, e Francesco Zicchieri, coordinatore regionale di Noi con Salvini - se, infatti, lo Stato non garantisce la sicurezza ai cittadini è giusto che almeno tra le mura di casa propria ci si possa difendere". La zona di via Palermo a Latina è, infatti, nota per essere insicura di notte e anche di giorno. "Non è accettabile che i cittadini siano ostaggio di criminali e delinquenti - tuona la Saltamartini - garantire l'incolumità dei propri cari è un diritto". Anche per Elio Vito, deputato di Forza Italia, "serve subito una nuova e buona legge sulla legittima difesa".

La vittima identificata dopo diverse ore, si chiama Domenico Bardi, 41 anni di Napoli. Il professionista ha raccontato al magistrato, che lo ha ascoltato fino alle tre di notte, che, poco prima delle 17, ha ricevuto il messaggio di allarme dalla casa del padre. Il "volumetrico" indicava la presenza di qualcuno sul balcone della camera da letto. È quindi andato ad accertarsi di quanto stava accadendo portando con sé una pistola regolarmente detenuta. Avrebbe fatto un giro esterno della casa arrivando sotto al balcone e sorprendendo uno dei malviventi che stava facendo il "palo" il quale, insieme ad un altro complice si sarebbero fatti minacciosi."Palumbo ha intimato ai primi due ladri di fermarsi e poi di allontanarsi - ha spiegato il legale dell'avvocato - nel momento in cui è stato fronteggiato dai due, ha percepito una minaccia concreta per la propria incolumità e ha esploso alcuni colpi di pistola in aria, che poi hanno colpito un terzo ladro che scendeva dalle scale".

Secondo Zeppieri, Palumbo non poteva fare altrimenti.

"La sua condizione era di particolare tensione - spiega - la paura e la percezione di una condizione obiettiva di pericolo per la propria incolumità lo hanno portato a esplodere dei colpi in aria come forma di dissuasione".

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