Luca Barbareschi, la figlia Eleonora risponde: “Eredità? Il problema è un altro”

Eleonora Barbareschi, terzogenita dell’attore e regista, ricorda i rapporti non buoni con il genitore e della successiva riconciliazione

Luca Barbareschi, la figlia Eleonora risponde: “Eredità? Il problema è un altro”

Ha scatenato un mare di polemiche l’affermazione rilasciata dall’attore e regista Luca Barbareschi nel programma di Pierluigi Diaco “Io e te” su Rai1: “I figli dei ricchi diventano cretini e ai miei non lascio l'eredità”.

Una battuta che a molti è sembrata un gesto di disaffezione verso i suoi 6 figli, Ma il volto noto della tv tira diritto. Intervistato dal Corriere della Sera, Barbareschi ha ribadito le sue posizioni. “Io un padre degenere? No. Ho dato ai miei sei figli gli strumenti per la migliore educazione, nelle scuole e università più importanti, spendendo milioni di euro. Hanno avuto la possibilità di avere passaporti americani ed europei, parlano quattro lingue, hanno relazioni internazionali...”.

La sua è una vera convinzione e non una battuta fatta per suscitare clamore.“Con la greppia bassa allunghi il collo per mangiare, ma non ti dai da fare e ti rimbambisci. Il cervello è un muscolo e va allenato come ci si allena in palestra, va sollecitato con stimoli, sfide, obiettivi da raggiungere, altrimenti si tende alla demenza. Ecco perché, quando i miei figli hanno raggiunto la maggiore età, ho detto ok, proseguite da soli”.

L’attore ha rivendicato di essersi costruito una vita e una carriera tutto da solo. “Non sono un uomo potente, non appartengo a massonerie... Sono stato abbandonato da mia madre quando avevo 7 anni e sono cresciuto con due zie e mio padre con cui ebbi un duro confronto: quando gli dissi che non volevo studiare economia come lui e fare l' attore, mi rispose secco "bene, buon lavoro e arrangiati"".

Affermazioni dirette e pesanti che hanno ferito Eleonora Barbareschi, 35 anni, terzogenita dell' attore e regista, che ribatte senza peli sula lingua. “Condivido con le mie sorelle l' eredità, quella sì, di un genitore con un carattere difficile, che ci ha allevato come tre maschi e quindi con il desiderio di essere libere, di venire riconosciute per i propri sforzi, in maniera meritocratica. Il problema, semmai è un altro… È confondere la linea sottile che intercorre tra il rendere un figlio libero di emanciparsi e l'abbandono”.

Eleonora ammette di aver avvertito nel corso della sua vita l’assenza del padre. “Non lo faceva per cattiveria ma perché è troppo preso da se stesso”. A farle più male, però, è stata la fissazione del genitore nel “costringerci a camminare con le nostre gambe. Se, a suo tempo, mi avesse comprato casa non mi sarei mica offesa”.

La giovane ha, poi, dichiarato di aver pensato di cambiare cognome, per non essere considerata raccomandata. In quel periodo “non ci parlavamo da 5 anni, io volevo sentirmi autonoma persino dal suo cognome”. Il genitore capì la situazione e reagì relativamente bene.

Ma l’idea non era mai andata in porto. “Ci siamo incontrati: mi sono specchiata nei suoi occhi, abbiamo scoperto di avere delle esperienze condivise e allora mi sono detta: chi se ne importa del cognome, è la genetica che vince. Abbiamo riallacciato il rapporto, la rabbia è sparita. Avevo anche risolto il problema di essere figlia di un personaggio famoso”.

Ma la vita è strana.

Eleonora, infatti, per dimostrare il suo valore ha scelto una carriera differente, lontana dalle telecamere e dal pubblico. “È stata sempre molto forte in me la spinta ad affrancarmi. Tra noi una sana competizione: ce l' ho fatta anche senza il suo aiuto”.

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