Pesta il militare, migrante era già espulso. Ma l'abbiam tenuto in Italia

Il migrante che a Frosinone ha picchiato un carabiniere era già stato raggiunto da un decreto di espulsione. Mai fatto valere. Poi è stato accolto e ospitato in una parrocchia a Veroli

Pesta il militare, migrante era già espulso. Ma l'abbiam tenuto in Italia

Purtroppo in Italia funziona così. A dirlo è il prefetto di Frosinone, Emilia Zarrilli: "Questi provvedimenti lasciano il tempo che trovano". Sta palando del decreto di espulsione emesso chissà quanto tempo fa nei confronti di Godsent Harmony, il migrante nigeriano di 20 anni che mercoledì mattina ha pestato con un pugno un carabiniere, stendendolo a terra e facendolo svenire. Il giovane aggressore era stato dunque espulso, eppure è rimasto in Italia, libero così di picchiare un militare e aggredirne un altro armato di spranga.

Prima i fatti. Sono circa le 12.30 di mercoledì mattina in via delle Fosse Ardeatine a Frosinone quando il nigeriano si presenta all'Ufficio Postale per ritirare soldi dalla sua postepay. Il conto però è vuoto e Harmony va su tutte le furie. Prima litiga col direttore delle Poste, poi si scaglia sul carabiniere arrivato per sedare la lite. Sfodera un pugno all'orecchio di Michele De Filippo e lo fa crollare a terra. Poi si allontana di qualche passo, raccoglie una spranga e cerca di colpire il collega del carabiniere.

Arrestato, non senza difficoltà, da altre pattuglie dell'Arma, la mattina successiva è stato processato per direttissima e condannato a due anni e mezzo di reclusione. Come previsto dalla legge, è stato subito rimesso in libertà. Sul suo capo è stato emesso un nuovo decreto di espulsione che, essendo un richiedente asilo, non potrà essere attuato. Il migrante rimarrà quindi in Italia, nonostante la condanna.

E ora si scopre anche che qualche mese fa era già stato espulso. Se fosse stato accompagnato al confine, forse De Filippo non avrebbe passato i prossimi 25 giorni a curarsi dalle ferite dell'aggressione.

"Il nigeriano che ha picchiato l'appuntato dei carabinieri - ha confermato il prefetto al Messaggero - era già stato espulso, ma questi provvedimenti lasciano il tempo che trovano. Poi è stato accolto e ospitato in una parrocchia a Veroli".

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