Quei manifesti contro Maria che sfregiano Roma

Manifesti blasfemi che offendono la Capitale nel giorno dell'Immacolata. Atac: "Atto gravissimo"

Quei manifesti contro Maria che sfregiano Roma

Non è la prima volta, ma fa sempre un certo effetto vedere spazi pubblici e pensiline dei bus sfregiati da manifesti blasfemi. Soprattutto nel giorno che rievoca il concepimento virginale di Gesù da parte di Maria. Così, immediate, sono arrivate le segnalazioni dei residenti che hanno allertato il comando dei vigili urbani di via della Greca. È accaduto sabato scorso, in alcune delle fermate Atac del centro di Roma è apparsa l’immagine di una donna seminuda, sovrastata dalla scritta: “The ejaculate conception (there’s something about Mary)” che, letteralmente, significa “L’eiaculta concezione. Qui c’è qualcosa su Maria”. La firma, neanche a dirlo, è l’hashtag “#lovelucifer”.

Tre in tutto i poster rimossi stamattina da una task force dei Pics che, con l’ausilio del personale di Atac e Ama, hanno ripulito la fermata di lungotevere in Sassia, il capolinea di piazza Risorgimento e il muro vicino al capolinea di Prati. Mentre si indaga sui responsabili, è arrivata una nota dell’Atac che stigmatizza il gesto parlando di “atto gravissimo”. “Nessuna autorizzazione è stata ovviamente concessa da Atac - ha reso noto l’azienda - né del resto poteva essere altrimenti, trattandosi di spazi nella piena disponibilità, in base ad un contratto vigente, di un concessionario per la pubblicità che Atac ha immediatamente allertato per chiedere la rimozione del manifesto. Sono in corso controlli per accertare eventuali altri atti vandalici sugli impianti di fermata”.

Non si tratta di un caso isolato, manifesti simili erano già apparsi a luglio scorso. Anche in quell’occasione, l’Atac aveva preso posizione parlando di “atto vandalico” dopo esser stata chiamata in causa dagli esponenti di Fratelli d’Italia in Campidoglio.

All’epoca, la Polizia di Stato individuò i responsabili: “Hogre” e “DoubleWay” due noti esponenti della “street art”. Chissà se, anche stavolta, il vilipendio della religione cristiana e l’affissione abusiva verranno spacciati per “arte”.

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