Il rispetto perduto per i consumatori

La differenza tra un'economia liberale ed una pianificata, è che nella prima il consumatore è il sovrano

Il rispetto perduto per i consumatori

La differenza tra un'economia liberale ed una pianificata, è che nella prima il consumatore è il sovrano. Sembra una frase fatta, su cui tutti dovrebbero concordare. Ma nel tempo questa sovranità si è attenuata. Spesso per colpa dello Stato, che ha iniziato ad impicciarsi degli affari nostri. Esistono circolari ministeriali che prevedono financo i mix di prodotti da mettere nei distributori automatici: affinchè noi si mangi sano. Ci sono disciplinari su tutto: alcuni che garantiscono l'unicità di un prodotto e predisposti da consorzi privati (pensate ai vini) altri stabiliti dallo Stato (pensate alle acidità per definire un olio extravergine). Insomma il mercato alimentare è pieno di regole.

Ciò che vogliamo dire è che il consumatore del nuovo millennio viene ancora considerato sovrano, ma l'autostrada che percorre ha delle regole precise, alcune imposte dallo stato, altre dai privati.

Resta una regola principe, al di sopra di tutte: non si deve ingannare il consumatore. Tanto più amiamo la libertà di produzione e consumo, tanto più dobbiamo associare ad esse la responsabilità.

Negli anni scorsi la maggior parte dei produttori di biscotti ha ritenuto di dover inserire sulle proprie confezioni la dicitura: «Non contiene olio di palma». Pur essendo quest'ultimo un ingrediente totalmente lecito. Tra le grandi solo la Ferrero, che ottiene questo olio da piantagioni certificate e lo usa con dosi sotto ogni soglia di possibile rischio, si è rifiutata di cambiare ricetta. I consumatori hanno fatto la loro scelta e la fanno ogni giorno aprendo il portafoglio. Consapevoli e responsabili, hanno continuato a comprare Ferrero, perché si fidano del marchio e della sua storia.

Oggi che i prezzi delle materie prime sono arrivati alle stelle, alcune aziende, secondo la denuncia fatta ieri dall'Antitrust, avrebbero utilizzato un trucchetto: mettere meno prodotto nella consueta confezione. Il che vuol dire, di fatto, aumentarne il prezzo.

Ovviamente queste imprese hanno la necessità di scaricare sui consumatori l'aumento dei loro costi. E dai forni di Manzoni in poi si è capito che i governatori non possono bloccare i prezzi di beni liberamente commerciabili. Però, e qui sta il nostro appunto, il mercato libero non prevede l'inganno. Da liberisti convinti siamo certi che alla fine il consumatore, che non è un idiota, si renderà conto del trucco. Ma nel breve la pratica commerciale, se fatta con raggiri, ha un effetto truffaldino. Le massaie possono dare lezione ai burocrati dei nostri ministeri nella scelta dei prodotti migliori da inserire nei loro carrelli.

Ma devono essere messe nelle condizioni di farlo. Le aziende vogliono vendere la loro merce con meno prodotto nel medesimo pacchetto di ieri? Beh lo scrivano bene. Così come ci hanno tempestato dell'inutile dicitura: questo prodotto non contiene olio di palma.

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